Un'aula del 'Briccialdi'

Opposizioni all’attacco dopo la delibera del Comune di Terni che lancia il nuovo corso per quanto riguarda il rapporto con l’istituto musicale Briccialdi. Il passaggio dal ‘comandato’ al ‘distaccamento’ non piace a Movimento 5 Stelle e a Fratelli d’Italia/Alleanza nazionale, che attaccano la giunta Di Girolamo, rea, a loro dire, di non aver fatto passare volutamente la vicenda dal consiglio comunale.

L’attacco del Movimento «Immaginate – scrivono i grillini – di avere un debito di oltre un milione e mezzo di euro verso un ente creditore. Ora immaginate che lo stesso ente vi proponga un piano di rientro  che prevede il versamento, da parte vostra, di una certa somma ogni anno, per ripianare il debito accumulato. Ecco, ora immaginate che i soldi per ripianare quel debito ve li dia l’ente creditore stesso. Tutto ciò può succedere realmente soprattutto se l’ente creditore si chiami Comune di Terni e l’autore di questa trovata fosse l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei. Questa triste metafora spiega l’assurda parodia del debito che l’Istituto Briccialdi ha nei confronti del Comune, in altre parole nei confronti di tutti noi cittadini che paghiamo le tasse. Chiamatela partita di giro, o presa in giro, chiamatela sanatoria, chiamatela parodia del teatro dell’assurdo, ma con il passaggio dalla formula del ‘comando’ a quella del ‘distacco’ di personale che è prevista, l’istituto non sarà più tenuto a restituire i soldi degli stipendi che rimarranno a carico del Comune. Il che avrebbe per le casse comunali lo stesso effetto di un aumento dei trasferimenti con l’eccedenza che servirebbe al Briccialdi per ripagare il famoso debito. La trovata è talmente assurda e singolare che la formula del distacco per la pubblica amministrazione non è contemplata nemmeno nel quadro normativo. Se si andrà avanti per questa strada saremo curiosi di sapere cosa ne penserà la Corte dei conti».

Fratelli d’Italia «L’amministrazione – spiega Marco Cecconi, capogruppo comunale per Fratelli d’Italia/Alleanza nazionale – non pensi di fare con il Briccialdi quello che ha fatto con il Caos, ovvero scippare il consiglio comunale della possibilità di discutere e decidere. Al di là delle pieghe della legge ad imporre alla giunta di condividere con il consiglio comunale le scelte sul futuro dell’istituto musicale c’è, invece, una ragione di etica politica, che sarebbe gravissimo mettersi sotto ai piedi. Annunciando con grande arroganza che, a definire la nuova convenzione, sarà appunto la giunta, l’assessore Armillei sembra voler ignorare il fatto che, se fosse stato per la giunta, quello del Briccialdi avrebbe continuato ad essere nient’altro che un esempio di mala amministrazione, di debiti sottaciuti, di controlli mai fatti, di rimborsi mai chiesti e via dicendo. E invece è stato proprio il consiglio, con una mia interrogazione del settembre scorso, a scoperchiare la pentola. È stato il consiglio, attraverso le sue commissioni, a lavorare alacremente in questi mesi per riportare in chiaro una situazione. La giunta, oltretutto, in queste settimane, è riuscita solo a prendere tempo, bypassare la scadenza della vecchia convenzione e ricorrere alla solita scandalosa pratica delle proroghe».

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