di Vincenzo Diocleziano Di Natale

Dal 17 al 19 aprile, Città della Pieve ospita la seconda edizione di Humus, l’appuntamento internazionale dedicato ai temi della pace, dell’umanità e della cura del suolo. Dopo il successo del debutto nel 2025, l’iniziativa torna con un programma ancora più ampio, confermandosi come uno spazio di confronto tra mondi diversi ma interconnessi. Promosso con il coinvolgimento del Comune di Città della Pieve e di Slow Food Italia, con il sostegno della Unione Buddhista Italiana e il contributo di Navdanya International, Humus si presenta come un laboratorio aperto sul futuro del pianeta.

Gli ospiti Cuore pulsante dell’evento sarà l’azienda agricola Quintosapore, dove Livia, Alessandro e Nicola Giuggioli accoglieranno studiosi, agricoltori, attivisti e pensatori provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è chiaro: costruire un confronto concreto sui modelli agricoli e sociali, partendo dalla terra come elemento centrale. Tra gli ospiti attesi figurano personalità di rilievo internazionale come Satish Kumar, figura simbolo dell’ecologia globale, affiancato dalla modella e attivista Cameron Russell, dalla presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, dalla direttrice di Navdanya International Ruchi Shroff e dalla scrittrice Kamin Mohammadi.

Formazione e confronto Il programma si apre venerdì con attività dedicate agli studenti, coinvolti in workshop e momenti formativi pensati per avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’ecologia e della sostenibilità. Il giorno successivo sarà riservato agli incontri tra i partecipanti, con momenti di dialogo e condivisione che proseguiranno anche a tavola, in un clima informale ma ricco di contenuti. Domenica, invece, l’evento si apre al pubblico con la conferenza conclusiva a Palazzo della Corgna, dove sarà proprio Satish Kumar a guidare la riflessione finale su ambiente, cultura e futuro.

Il progetto Humus nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: mettere in relazione la cura del suolo con quella delle comunità e delle relazioni umane. Un concetto che attraversa tutti gli interventi e che trova sintesi nelle parole dei protagonisti, convinti che non sia possibile immaginare un futuro sostenibile senza ripensare il rapporto tra uomo e natura. Più che un evento, Humus si configura così come un cantiere di idee, dove agricoltura, cultura ed economia si incontrano per costruire un modello diverso, fondato sulla collaborazione e sulla responsabilità verso le generazioni future.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.