di Massimo Colonna
Revisione del bilancio sul personale, rivisitazione delle spese sui mutui, accertamenti per Agenda Urbana. Sono questi i tre macro temi su cui si basa la variazione di bilancio 2016 votata dal consiglio durante l’ultima seduta, quella che ha visto anche la protesta dei lavoratori delle coop dopo l’inchiesta Operazione Spada. Il documento è passato con 19 voti favorevoli e 8 contrari dopo che nella stessa mattinata di martedì era finito oggetto della terza commissione consiliare per gli ultimi passaggi.
Tre punti fondamentali «Il nostro piano – spiega l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi – si basa su tre punti fondamentali: l’assestamento complessivo del bilancio del personale, quello delle spese dei mutui, quello degli impegni per Agenda Urbana. Dai rilievi emersi c’è una diminuzione di stanziamento per gli Swap, i contratti derivati. Questo sulla parte corrente ha portato ad una diminuzione di stanziamento e le economie emerse da alcuni settori sono state poi spostate su altri che invece erano in carenza. Su questa base di sta valutando anche la predisposizione del Dup per il 2017-2018».
Le 48 pagine La delibera della giunta che definisce l’assestamento di bilancio è la 319 che ha in diversi allegati per un totale di 48 pagine. «L’elenco con le richieste delle Direzioni dell’ente – si legge nel documento – sono riconducibili a due tipologie di variazione: la previsione di entrate e correlate spese di natura vincolata, tra cui la previsione dei fondi relativi ad Agenda Urbana; l’incremento di stanziamenti rivelatisi insufficienti per il raggiungimento di obiettivi assegnati con il Peg, cui corrisponde una riduzione di pari importo di altri stanziamenti che, viceversa, per varie ragioni, si sono rivelate in eccedenza».
Scontro politico E sul documento si è alzato anche lo scontro delle forze politiche. Franco Todini della lista civica ‘Il Cammello’ parla di «maggioranza arroccata in una situazione finanziariamente insostenibile con una rinegoziazione dei mutui ha spalmato debiti di oltre 50 milioni sulle future generazioni». Secondo Federico Pasculli del Movimento 5 Stelle «i conti del Comune in realtà non tornano da parecchio: già negli anni scorsi il Comune di Terni aveva infatti indicatori attivi per la procedura di dissesto». Per Enrico Melasecche (I love Terni) il Comune «non si è mai trovato in una situazione così disonorevole con la procedura di predissesto dovuta ad una pessima amministrazione». Per Francesco Ferranti di Forza Italia «la proposta di variazione dimostra i problemi di gestione finanziaria dell’ente», mentre Marco Cecconi di Fratelli d’Italia parla di «fallimento» e chiede «di risparmiare alla città la dannosa agonia di questa amministrazione».
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