È iniziata intorno alle 12.30 in consiglio regionale la discussione sulla proposta di legge popolare sul suicidio medicalmente assistito. La proposta, «Liberi tutti», è stata presentata dall’associazione Luca Coscioni dopo essere stata sottoscritta da quasi 5mila firme. Davanti al consiglio regionale in mattinata c’è stato il presidio dell’associazione Luca Coscioni che, con bandiere e striscioni, ha chiesto all’Assemblea di approvare la legge. Presente anche Stefano Massoli, marito di Laura Santi, la giornalista perugina malata di sclerosi multipla che, nel 2025, dopo un lunghissimo calvario è stata la prima a poter usufruire della procedura.
LAURA SANTI, IL CORPO COME ATTO POLITICO
La legge di Laura «È soprattutto la legge di Laura Santi», ha detto in apertura il consigliere regionale di Avs Fabrizio Ricci, relatore di maggioranza, che ha ricordato anche le parole di Santi nel suo ultimo appello al mondo politico: «Siamo noi e solo noi – ha detto Ricci ricordando le parole della giornalista – a dover scegliere». Ricci ha sottolineato che con la proposta non introduce un nuovo diritto, bensì disciplina le modalità operative di un diritto sancito dalla Corte costituzionale 7 anni fa. In mattinata verrà presentato un emendamento che aggiunge un comma all’articolo 1, con il quale si sottolinea la necessità di dare corretta e piena conoscenza delle cure palliative. Emendamento che testimonia le tensioni che ci sono state in maggioranza sulla proposta.
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