I promotori di fronte al consiglio regionale

Sono state depositate mercoledì mattina a Palazzo Cesaroni, a Perugia, 4.801 firme a sostegno di “Liberi Subito”, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni per regolare tempi e modalità di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria in Umbria.

Il deposito All’iniziativa erano presenti la segretaria nazionale dell’associazione, Filomena Gallo, il tesoriere Marco Cappato, il responsabile delle campagne sul fine vita Matteo Mainardi e Stefano Massoli, marito di Laura Santi, volto della battaglia per il fine vita in Umbria, scomparsa nei mesi scorsi. Il deposito è arrivato il giorno dopo la cerimonia in una Sala dei Notari gremita, con cui la città di Perugia ha reso omaggio a Santi, che lo scorso 9 luglio aveva annunciato il superamento delle 3mila firme necessarie per portare la proposta in Consiglio regionale.

LAURA SANTI, IL CORPO COME ATTO POLITICO

Il ddl Il testo, elaborato a livello nazionale dall’associazione a partire dalla sentenza “Cappato-Dj Fabo” della Corte costituzionale, stabilisce che la richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito venga valutata da una commissione multidisciplinare entro 20 giorni, con l’obbligo per la Regione di garantire supporto tecnico e farmacologico entro i successivi 7. L’intero percorso non potrà superare i 30 giorni e sarà gratuito per il paziente. In Umbria, dopo la verifica della regolarità delle firme e l’ammissibilità del testo, la proposta approderà in Commissione e quindi in Aula entro sei mesi.

Gallo e Cappato «L’accesso al suicidio medicalmente assistito è già consentito in Italia grazie a una sentenza della Corte costituzionale che ha valore di legge. Chiediamo che il Servizio sanitario regionale possa garantire risposte rapide alle richieste delle persone che soffrono, come previsto dalla sentenza», scrivono Gallo e Cappato, aggiungendo che «l’Umbria ha ora l’opportunità di partecipare a questo percorso istituzionale, volto a garantire il diritto alla libera scelta della persona, senza trasferire sui malati o sui tribunali la responsabilità di attuare un diritto già riconosciuto».

Bistocchi «Con emozione – ha detto la presidente del consiglio regionale Sarah Bistocchi – ho accolto in Assemblea legislativa i volontari dell’associazione Luca Coscioni e i cittadini che hanno presentato una proposta di legge sul fine vita, accompagnata dalle firme di quasi 5mila umbri: un numero importante, che impone l’apertura di un dibattito e la risposta alle istanze dei cittadini in tempi certi». Bistocchi ha poi sottolineato che «la giornata di oggi non è un punto di partenza né di arrivo, ma un momento di svolta, per il quale non possiamo che ringraziare anche Laura Santi, che con la sua battaglia individuale e collettiva ha lavorato affinché tutti potessero godere di una vita dignitosa e degna».

Ricci Sostegno alla proposta è arrivato anche da Fabrizio Ricci, capogruppo di Avs in consiglio regionale: «Ieri a Perugia, in una Sala dei Notari gremita, abbiamo ricordato Laura Santi. Una cerimonia emozionante e ricca di significato, dalla quale è emersa ancora una volta la straordinaria forza di Laura, capace di trasformare una pesantissima sofferenza individuale in una causa collettiva di giustizia, autodeterminazione e dignità». Ricci ha ribadito che «saremo al fianco del comitato promotore per tutte le Laure dell’Umbria, per il diritto a scegliere, con tempi e procedure certe, sulla propria vita e sulla propria morte».

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