Avanti anche senza numeri per blindare alcuni punti del programma. Questa la linea adottata dal sindaco di Terni, che non gode più della maggioranza in consiglio comunale dopo la fuoriuscita di quattro ex Ap che già si erano distinti con la composizione di un nuovo gruppo consiliare. Ironia della sorte, la formazione porta il nome del primo cittadino, ‘Con Bandecchi per Terni’, e per ora questo resta anche se la rottura appare al momento insanabile. Stando alle prese di posizione di destra e sinistra, il livornese non è prossimo a trovare sponde politiche e coloro che nella giornata di lunedì gli hanno rinnovato la fiducia non sono sufficienti, da soli, a deliberare in linea con l’amministrazione.

Le tensioni interne si sono recentemente registrate sull’alienazione della rete del gas, ma che l’operazione in questione fosse solo un pretesto, per imprimere la definitiva frattura, è un sentire comune. Dopo il tira e molla in consiglio comunale, con rinvio agli organismi consultivi competenti, le commissioni non si sono ancora espresse; le frizioni, però, sono emerse con tutta evidenza e l’approccio del sindaco, senza i numeri in consiglio, appare come una vera e propria forzatura. Del resto, di recente, non si respirava aria serena nemmeno nella neo-nata Quinta commissione consiliare, creata per mettere mano ai Regolamenti di Palazzo Spada.

Da notare poi come, lo stesso primo cittadino lunedì ha dichiarato, tra le varie cose, che «la gente poi col tempo cambia idea». Starà forse pensando di convincere qualcuno dei quattro ‘dissidenti’ a rientrare in Alternativa popolare? Con il consigliere Danilo Primieri, funzionò.

Intanto oltre il Comune c’è una politica ad antenne dritte che si prepara a possibili elezioni anticipate. Sullo sfondo non mancherebbe il fermento di alcuni ex assessori proprio di Bandecchi.