Ancora una seduta di commissione a vuoto sulla vendita della rete del gas da parte della società Terni reti. Tra aspetti tecnici ancora da chiarire, sono di natura squisitamente politica quelli che allungano i tempi decisionali sull’operazione. L’argomento scotta; alle privatizzazioni i quattro outsider di maggioranza non sono pronti. È verosimilmente su tale partita che sono nate le divergenze più importanti con il sindaco Bandecchi, che è arrivato a chiedere al gruppo consiliare di Severoni, Sterlini, Mengaroni e Colasanti, di cambiare nome.

La scelta spetta ovviamente a loro, così come saranno loro a decidere come votare rispetto all’alienazione degli impianti del gas e su atti futuri. In commissione, venerdì mattina, l’assessore al Bilancio Michela Bordoni, con toni estremamente accesi, ha rivendicato la sostenibilità e strategicità dell’operazione, rivendicando con forza la crescita che negli ultimi anni è stata garantita a Terni reti.

Il gruppo ‘Con Bandecchi per Terni’, tuttavia, ritiene che non siano state ancora fugate tutte le perplessità espresse. Il consigliere Sterlini ha dunque depositato dei quesiti, ai quali pretende risposta scritta per poter esercitare un voto consapevole quando sarà il momento. I tempi per deliberare stringono, un’altra seduta di discussione è stata promessa, ma non è escluso che l’atto arrivi in consiglio senza il parere dei commissari.

Sul piano politico, intanto, i consiglieri ex Ap, per ora, si dichiarano in maggioranza. Un confronto tra i quattro, dopo la nota del sindaco, è programmato per il pomeriggio di venerdì. Attesi sviluppi.