Fiammetta Modena (Foto F.Troccoli)

Giunta di nuovo sotto scacco. E’ questa la sintesi degli interventi degli esponenti di centrodestra il giorno dopo la chiusura delle indagini su Sanitopoli.

Modena: di nuovo nella bufera «La presidente ci ha messo otto mesi per nominare il nuovo assessore dopo le dimissioni di Riommi: tempo pochi giorni e la giunta regionale è di nuovo nella bufera. La Marini e la sua maggioranza pagano lo scotto della supponenza e della convinzione che tutto si sarebbe aggiustato», sottolinea Fiammetta Modena, in una nota in cui esprime la posizione del proprio gruppo, il Pdl, e della Lega Nord, sulla vicenda dell’inchiesta Asl 3. «Arroganza? Superficialità? Non sappiamo quali motivi , più o meno oscuri – continua Modena – abbiano fatto perseverare il centro sinistra nella assenza più totale di provvedimenti nei confronti del direttore della Asl di Foligno, nella nomina di Riommi senza attendere la chiusura delle indagini, nella totale mancanza di provvedimenti nei confronti di Webred. Ogni tanto qualche accenno di riflessione, finito sempre nel vuoto pneumatico: inutile ricordare i vari dibattiti tenutisi in consiglio regionale, finiti sempre con un ‘auto-assoluzionè del Pd e alleati, il documento ‘tana libera tuttì del Partito democratico, gli affondi dell’Idv simili a ruggiti del topo.

Cinque domande «Inutile ricordare – continua Modena – l’indifferenza con cui i molteplici richiami dei gruppi di opposizione siano stati valutati». «Ora la maggioranza della Marini – ribadisce la Modena – deve spiegare agli Umbri se pensa di continuare con l’atteggiamento della presunta superiorità morale, lasciando alle sensibilità individuali scelte che coinvolgono tutte le istituzioni regionali, in un quadro che mette sotto accusa un sistema di abusi e clientele». La Modena quindi, a nome di Pdl e Lega Nord, pone «cinque domande alla Marini e alla sua maggioranza: Quali provvedimenti intende assumere nei confronti del direttore della Asl n.3, alla luce della vicenda (resa nota oggi dalla stampa, ndr) dell’occultamento della cartella clinica? E sono stati già assunti i provvedimenti promessi dopo la ‘nominà della dott.ssa Santoni sempre nella Asl 3, o tutto tace? Cosa pensa di fare Riommi? Prima si è dimesso senza essere indagato. Poi dopo otto mesi è stato nominato nuovamente assessore, senza attendere la chiusura delle indagini. Ora è sotto inchiesta. Vale anche per lui il documento salvifico del Pd? Oppure si dimette e trascina con sè un numero considerevole di indagati, a cominciare dal presidente del consiglio? Cosa pensa di fare la Marini con Riommi? Vale per lui lo stesso principio che lei ha indicato per se stessa? Cioè che con una informazione di garanzia si sarebbe dimessa? E questo principio si applica solo a Riommi? Oppure si applica a tutti? Quali provvedimenti si intendono assumere verso Webred, per dare alla società trasparenza e rigore? La agognata riforma delle partecipate vedrà mai la luce? Soprattutto – ribadisce la Modena – si vogliono tutelare i cittadini o si aspetta che finisca la buriana? Il Pd ed i suoi alleati sono ancora convinti che non esista la questione morale in Umbria? La stampa, anche nazionale, non la pensa così. Le inchieste mettono in luce un sistema di utilizzo del ‘pubblicò ormai insostenibile e ai limiti tra lecito e illecito. Che tali comportamenti siano o meno rilevanti poco importa, perchè sicuramente determinano una disuguaglianza sostanziale tra gli umbri». «Da più di un anno questa maggioranza – conclude la Modena – è paralizzata da inchieste giornalistiche e della magistratura. Paga per tutti, per oltre 40 anni di governo ‘monocolorè. È incapace per questo peso ‘storicò, di rinnovare se stessa. Può mettere di nuovo la testa sotto la sabbia, ma la casa viene giù lo stesso. Lega Nord e Pdl chiedono risposte chiare, in aula e pubbliche. Sono risposte dovute. Se non all’opposizione, sicuramente ai cittadini».

Monacelli (Udc): inopportuna delega a Riommi «Nell’attesa che la magistratura faccia il suo corso, pur sospendendo il giudizio sui fatti che sono oggetto di indagine, ritengo, a seguito delle notizie apparse sulla stampa, ribadire la valutazione di evidente ed incomprensibile inopportunità della decisione assunta dalla Marini alla vigilia delle sue ferie estive, e che già ho peraltro espresso nell”imminenza della riassegnazione delle deleghe all”ex assessore Riommi»: è quanto afferma, in una nota, il consigliere regionale Sandra Monacelli (capogruppo Udc). «Probabilmente – prosegue – la pressione esercitata da più parti nei confronti della presidente Marini, di cui sembrava eccessiva l”ostinazione a mantenere nelle sue mani, per oltre otto mesi, la delega alla sanità, ha indotto, unitamente ad una superficiale valutazione delle vicende giudiziarie e politiche umbre, ad un azzardato superamento della ”anomalia”, ed il clamoroso reintegro dell”assessore Riommi trovava senso solo negli strani regolamenti di conti all’interno del Pd, diviso tra equilibri territoriali e correntizi». «Inquieta, in tutte queste vicende – secondo Sandra Monacelli – l’evidente forzatura con la quale la maggioranza di sinistra dell’Umbria, in profonda crisi di identità, ha pensato di sopravvivere alle difficoltà puntando contestualmente sulle lezioni di superiorità morale, e anticipando quasi a volerle orientare le conclusioni delle indagini giudiziarie. Il buon senso avrebbe richiesto una bella dose di prudenza». «Spero – conclude l”esponente Udc – che la presidente si renda conto della gravità di una situazione che getta discredito non solo su una parte politica, ma genericamente sulle Istituzioni. Per una volta sarebbe apprezzabile ammettere gli errori anziché difenderne ad oltranza l’insostenibile leggerezza delle giustificazioni».