di Daniele Bovi
«Confusione, incertezza e nervosismo» sono i problemi che le inchieste giudiziarie creano al centrosinistra: problemi che deve risolvere il Pd. All’indomani della riunione di maggioranza a base di inchieste e riforme interviene pubblicamente il segretario regionale del Prc Stefano Vinti che chiede al partito di maggioranza relativa di «superare» le difficoltà che le inchieste hanno posto in questi mesi al centrosinistra. Oltre all’Idv quindi il nervosismo, seppur velato da parole felpate e misurate, si estende pubblicamente anche a Rifondazione.
Gli appunti e le «marchette» Con gli appunti di Sandra Santoni, ex braccio destro della presidente Lorenzetti, che escono a puntate sui giornali disegnando un quadro fatto di «marchette», spintarelle e aiutini, nessuno ha voglia di finire nel tritacarne che frulla tutto e tutti. Da qui le prese di distanza e gli inviti di Idv e Rifondazione su un caso, quello di Sanitopoli e della (quasi) certa sospensione del direttore della Asl 3 Gigliola Rosignoli, che da mesi rappresenta per il centrosinistra un fianco scoperto e aperto a tutti gli attacchi.
Riforme, avanti tutta In tema di riforme invece da Vinti arriva un avanti tutta: entro il 31 dicembre, spiega il segretario nonché assessore regionale, va messa la parola fine su tutta una serie di capitoli come l’abolizione delle Montane, l’istituzione dell’Agenzia per la forestazione e delle Unioni dei Comuni, l’abolizione degli Ati, la fusione di Apt e Sviluppumbria e la costituzione di società regionali per rifiuti e acqua. Fondamentale sarà poi il riassetto dell’architettura istituzionale del sistema sanitario. Un tema sul quale martedì mattina è intervenuto l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni, annunciando che lunedì 19 la giunta preadotterà l’atto di indirizzo sul riordino complessivo. Per la giornata successiva è prevista un’altra riunione di maggioranza dove si analizzerà, così, un atto concreto che rappresenta un passaggio fondamentale della legislatura.
Summit positivo Il summit di lunedì invece Vinti lo giudica «un incontro positivo» poiché «ha visto un’unità di intenti tra i gruppi consiliari di maggioranza e la giunta regionale in merito ad una stagione di riforme strutturali». All’interno di questo quadro è lo stesso Vinti a spiegare qual’è la linea Maginot del partito: semplificazione e razionalizzazione sì, ma «salvaguardando il livello occupazionale e riqualificando la spesa». In più, tutte le riforme devono rispettare la volontà degli elettori «che è stata espressa con il referendum popolare di giugno scorso, nell’ottica di acqua sempre più bene comune, ma anche di tutti gli altri servizi pubblici locali». Avanti tutta quindi, «ma senza cedere – parola di segretario – ai progetti di privatizzazione».

