di Chiara Fabrizi
Le due Province dell’Umbria dovranno coincidere con i due ambiti territoriali definiti dalla Regione nell’ambito della riforma sanitaria. E, soprattutto, i 92 consigli comunali saranno chiamati ad esprimersi sul riassetto istituzionale in virtù dell’articolo 133 della Costituzione. È un documento decisamente più fumoso rispetto al precedente quello approvato mercoledì pomeriggio dal Cal (Consiglio delle autonomie locali) guidato dal presidente Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni. Già, perché se è vero che palazzo Donini ha accorpato la Asl 3, e quindi Spoleto e Foligno, alla Asl 4 di Terni, è altrettanto vero che nelle sei pagine licenziate a maggioranza è sparita la lista dei 22 Comuni dell’Area Vasta e della Valnerina che avrebbero dovuto decretare il salvataggio dell’Ente guidato da Feliciano Polli. Entro il 30 ottobre ora la Regione dovrà inviare tutto il pacchetto al governo.
Tutti i comuni al voto Saranno, dunque, i consigli comunali di tutta la regione, e non solo quelli interessati dal trasferimento dalla Provincia di Perugia a quella di Terni, ad esprimersi sul riordino disegnato dal Cal. E niente esclude la possibilità, per i sindaci, di passare la palla ai cittadini indicendo un referendum per partecipare al meglio il delicato riassetto. Alla fine, insomma, lo slancio dell’area ternana che, due settimane fa agli Stati Generali, si era presentata con l’elenco dei 22 Comuni da spostare e calcoli ben precisi sull’estensione territoriale e il peso demografico delle due Province incassando, peraltro, la cauta apertura dei sindaci di Spoleto e Foligno, è stato di fatto smorzato e sostituito con una formula che, per il momento e sulla base del 133 della Costituzione, lascia ampi margini di autonomia ai Comuni.
IL DOCUMENTO APPROVATO DAL CAL
No all’Umbria monoprovinciale Nel documento votato mercoledì, invece, si fa un passo indietro, ribadendo tuttavia l’inadeguatezza di un’Umbria «monoprovinciale». E in questo senso il Cal non ha lesinato di insistere sulla possibilità di una deroga all’abolizione della Provincia di Terni, che rimanendo in piedi impedirebbe il configurarsi di un’anomalia che vedrebbe coincidere il territorio della Provincia di Perugia con quello della Regione; stesso caso si presenterebbe in Basilicata con la soppressione della Provincia di Matera e in Molise con quella di Isernia. Il governo, comunque, già con l’emendamento dal senatore Mauro Agostini (Pd) non aveva mostrato alcuna predilezione per l’eccezione proposta da alcuni parlamentari eletti nelle tre piccole regioni, motivo per cui la strada della deroga appare almeno in salita.
A favore in 26 Mercoledì pomeriggio, comunque, sono stati 26 i membri del Cal che hanno votato a favore della coincidenza dei territori delle due Province con quella dei due ambiti territoriali definiti dalla riforma regionale del sistema sanitario. Ad esprimersi contrariamente al documento sono stati il sindaco di Montefalco, Donatella Tesei, il sindaco di Collazzone Francesco Bennicelli, Emanuele Lancellotti (consigliere comunale di Foligno, Pdl), Jacopo Cairoli consigliere di Bastia (Pdl) ed Elisa Benvenuta di Gualdo Cattaneo. Assenti, invece, 12 membri.
Rossi e Di Girolamo Ad esprimere soddisfazione sono tanto Leopoldo Di Girolamo quanto l’assessore regionale Gianluca Rossi, entrambe ternani. «È stato un percorso partecipato, molto ampio che ha portato anche agli Stati generali – spiega Di Girolamo a Umbria24 – una formula che ha evitato di caricare sulle spalle del Cal una decisione così importante. Sono soddisfatto, ma condivideremo il percorso che da qui porterà avanti la Regione». In una nota, invece, Rossi sostiene che quello di mercoledì è stato «un passo fondamentale e di straordinaria importanza per quanto riguarda il futuro assetto istituzionale dell’Umbria che dà conto di una posizione comune e condivisa degli enti locali, sulla quale ora si apriranno nuovi passaggi istituzionali».
Bagarre a Foligno Nella mattinata, comunque, il consiglio comunale di Foligno ha approvato con 12 voti a favore (Pd e Rc), 4 astenuti (Sel, socialisti e Silvia Stancati del Pd) e l’opposizione fuori dall’aula una mozione urgente presentata dai democratici in cui si legge: «Il consiglio comunale ritiene che questo percorso dovrà essere affrontato tramite le espressione dei 92 comuni dell’Umbria trattandosi di una riorganizzazione complessiva dell’assetto endoregionale. Si ritiene necessario – prosegue il dispositivo – un tipo di processo che preveda la consultazione e la partecipazione popolare attraverso referendum». Nelle ultime due settimane i consigli comunali di Valtopina e Nocera Umbra hanno votato all’unanimità una mozione in cui, di fatto, si boccia il trasferimento dalla Provincia di Perugia a quella di Terni. A Spello, invece, è stata una delibera di giunta a precisare la volontà dell’amministrazione di non cambiare Provincia.



