di Daniele Bovi
La foto scattata martedì in piazza Grimana è la rappresentazione di un mutamento genetico, quello grazie al quale Andrea Romizi si è trasformato da candidato di Forza Italia e di quel che rimane del centrodestra cittadino a candidato ‘civico’, catalizzatore di tutti quelli uniti sotto lo striscione «Basta Boccali», senza simboli di partito. Insieme a Dramane Waguè e Urbano Barelli, i nuovi compagni di avventura con i quali Romizi ha firmato domenica l’apparentamento, il coordinatore provinciale di Forza Italia in un’assolata piazza Grimana, scelta «perché qui nove mesi fa un pezzo di città ha alzato la testa», ha spiegato che «siamo persone che hanno deciso di anteporre l’appartenenza a Perugia a quella ai partiti». Il messaggio, concepito per intercettare tutto il potenziale malcontento verso il centrosinistra e Boccali, è chiaro: «Noi siamo il comitato di liberazione da un regime arrogante e presuntuoso».
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VIDEOINTERVISTA AD ANDREA ROMIZI
Il programma Il programma comune si chiama «Insieme per il cambiamento» e tra i punti dell’intesa c’è, in caso di vittoria, la formazione di una giunta non politica: «Basta – ha detto Romizi – con la lottizzazione degli incompetenti, faremo una giunta civica con le migliori energie della città». «Questa – ha detto Barelli – è stata una scelta non facile, sarebbe stato più semplice astenersi ma invece, con coraggio, abbiamo deciso che serve cambiare». Un Barelli che tra l’altro con l’apparentamento potrebbe entrare in consiglio, mentre Waguè per varcare la soglia di palazzo dei Priori deve sperare nella vittoria di Romizi. «La giunta civica – aggiunge Barelli – è un nostro impegno, e a garanzia di tutti terremo regolarmente un consiglio grande. Anche a tutti gli elettori del Movimento 5 Stelle voglio dire di fidarsi di noi».
COME SI VOTA AL BALLOTTAGGIO
LE PREFERENZE LISTA PER LISTA
Senza simboli Anche in piazza Grimana non ci sono uomini di partito né simboli del centrodestra, tutti tenuti a debita distanza: «Questo accordo – sostiene Waguè – non è con il centrodestra ma con Andrea Romizi, dopo aver sottoscritto un programma comune. E poi il Pd a livello nazionale fa le riforme con Berlusconi, governa con il Ncd di Alfano e noi non possiamo stringere accordi con Romizi? Questo Pd comunale va rottamato». Tra i punti dell’intesa firmata lo stop alla tassa di soggiorno, la revisione della macchina comunale e delle spese così da poter tagliare le tariffe, la «valorizzazione» dei comitati, il censimento delle abitazioni sfitte, il vigile di quartiere, il recupero del Mercato coperto, agevolazioni per le famiglie che vogliono tornare a vivere in centro, un ufficio dedicato «alle pratiche amministrative necessarie per usufruire dei fondi europei», incentivi per il fotovoltaico e pure la revisione del progetto della Nuova Monteluce.
LE DIFFERENZE COL 2009
GRAFICO INTERATTIVO: I CONFRONTI
Boccali disperato «Dal centrosinistra – attacca Romizi – sono arrivati anche attacchi razzisti nei confronti di Dramane, loro sono alla preistoria. In questa città è ora di rompere gli schemi, c’è un Boccali disperato che deve essere supportato addirittura dai ministri renziani. Noi non siamo diversamente berlusconiani ma perugini, e non dobbiamo permettere le semplificazioni come quelle che arrivano dall’altra parte». Probabilmente dalla parte di Romizi ci sarà anche Adriana Galgano, la candidata sindaco di Scelta civica: «Loro – dice Romizi – probabilmente a causa dell’alleanza che hanno a livello nazionale con il Pd hanno delle difficoltà a schierarsi, ma segnali li abbiamo colti. Saranno qui con noi». Segnali attesi anche dal Movimento 5 Stelle e soprattutto dai suoi elettori: «Convincete – dice il coordinatore provinciale di FI – chi al primo turno non ci ha votato o ha scelto il M5S».
Twitter @DanieleBovi

Basta tessere di partito a Perugia. Noi dobbiamo essere determinati nel far rispettare la meritocrazia e andare incontro per aiutarlo a tutti quelli che ne hanno veramente bisogno.