di Daniele Bovi
Le nomine dei vertici di partecipate ed enti del Comune di Perugia slittano di alcuni mesi. Mercoledì nella seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Affari istituzionali infatti arriverà la preconsiliare della giunta con la quale si cambia, dopo 15 anni, il regolamento comunale in materia.
DA GESENU A UMBRA ACQUE: PER FERDINANDI IL DOSSIER PARTECIPATE
Inadeguato L’attuale regolamento viene giudicato dalla giunta «non più adeguato non solo in relazione ad aspetti di carattere procedurale a oggi ormai superati, ma anche alla luce delle novità normative nel tempo intervenute», come il Testo unico in materia. Teoricamente il Testo unico degli enti locali dà ai sindaci 45 giorni dal loro insediamento per procedere alle nomine: a conti fatti, dunque, la sindaca Vittoria Ferdinandi avrebbe tempo fino alla seconda settimana di agosto.
PRESIDENZE DELLE COMMISSIONI: I NOMI DEGLI ELETTI
Cosa cambia Il regolamento attuale stabilisce che entro 60 giorni dalla scadenza il sindaco pubblica un avviso relativo alla nomina in un determinato ente o partecipato; con le modifiche che saranno discusse mercoledì invece si spiega che entro il 15 novembre di ogni anno i dirigenti pubblicano «gli avvisi riferiti alle nomine e designazioni da effettuare nell’anno successivo». Quanto alla durata, le regole attuali stabiliscono che i rappresentanti del Comune decadono al termine della consiliatura (fatto salvo il periodo di prorogatio), mentre ora si rimanda alle «fonti che disciplinano la nomina o la designazione»; con le modifiche si specifica che i mandati consecutivi potranno essere al massimo due.
Le novità Tra le novità che saltano all’occhio anche quella dell’articolo 10 che si occupa delle revoche: oltre a ribadire che queste possono avvenire, come prima, in caso di gravi irregolarità o contrasti rispetto agli indirizzi fissati dal Comune, ora si stabilisce che anche l’elezione di un nuovo sindaco rappresenta una «giusta causa oggettiva di revoca della carica». Ulteriormente specificate poi – così da mettersi in linea con le normative nazionali – i motivi di incompatibilità, incandidabilità e inconcepibilità. Per il resto, il nuovo regolamento ricalca in diverse parti il precedente.
