di D.B.
Dopo l’ok in commissione arriva anche quello del consiglio. Lunedì con i 18 voti a favore della maggioranza e gli 8 no dell’opposizione è stato dato il via libera al nuovo regolamento che disciplina le nomine del Comune in partecipate, enti, fondazioni e così via. Un dossier per il quale, teoricamente, secondo il Testo unico degli enti locali la neo sindaca Vittoria Ferdinandi avrebbe avuto tempo fino alla seconda settimana di agosto.
NOMINE, COSA CAMBIA CON IL NUOVO REGOLAMENTO
Nuove regole Complici però i tempi ristretti (la giunta si è insediata a metà luglio) e la vetustà del regolamento risalente ormai al 2009, l’esecutivo ha deciso di aggiornarlo alle novità normative stabilendo che ogni anno il termine per pubblicare gli avvisi relativi alle nomine sarà il 15 novembre; insomma, per le partite relative a Gesenu, Umbra acque, Afas e via così ci sarà tempo fino all’autunno. Nel corso della seduta l’assessora al Bilancio, Alessandra Sartore, ha ribadito che il vecchio regolamento non era più adeguato «non solo in relazione ad aspetti di carattere procedurale a oggi ormai superati – ha detto -, ma anche alla luce delle novità normative nel tempo».
DA GESENU A UMBRA ACQUE: PER FERDINANDI IL DOSSIER PARTECIPATE
Donato Il consigliere comunale del M5S Antonio Donato, presidente della commissione Affari istituzionali, ha poi spiegato che «il tema delle nomine nelle aziende partecipate tutela l’indirizzo programmatico di ogni amministrazione. Oggi come in passato non è una questione di potere politico, inteso come forza dei numeri ma è una garanzia di congruità delle azioni politiche». Per Donato le partecipate dovranno essere «fattore di sviluppo per la città e il suo territorio».
Arcudi Dai banchi dell’opposizione Nilo Arcudi (Perugia civica) ha sottolineato che il Comune «non può essere solo fruitore di servizi, ma è soprattutto socio di tali società e deve essere quindi in grado di formulare indirizzi e tutelare i cittadini». In vista delle nomine ha poi auspicato che tra le incompatibilità «vengano considerati non solo i casi previsti dalla normativa, ma anche i casi politici ed etici: l’ipotesi – ha detto riferendosi a Massimo Monni – è di chi si è candidato al primo turno elettorale, ha ottenuto pochi voti, ma ha sollevato molto rumore magari mirando a ottenere ruoli nelle aziende a partecipazione comunale».
Pasquino Per la maggioranza a intervenire è stata la dem Francesco Pasquino, che ha ringraziato la giunta «per aver portato all’attenzione del consiglio più che un documento, un metodo», cioè il fatto che i regolamenti vanno sempre aggiornati. Per la consigliera il nuovo testo «esplicita principii fondamentali per la coalizione di centro-sinistra fin dalla campagna elettorale, ossia quelli della trasparenza e della coerenza, divenuti obbligatori nel nostro ordinamento giuridico dal 2016». Quanto al tema delle incompatibilità sollevato da Arcudi, «sarebbe stato corretto osservare – ha detto – una consuetudine di stile da parte di chi era stato nominato dalla precedente amministrazione, ossia riconsegnare il mandato nelle mani della sindaca, come invece non è avvenuto». L’auspicio di Pasquino è che con le nomine si possano vedere più donne ai vertici delle società.
