di Daniele Bovi
Che il film sia complicato lo testimonia il fatto che dopo quasi quattro ore di proiezione fuori dal ‘cinema’, in questo caso fuori dalla sede regionale del Pd, molti sono i capannelli di iscritti e giornalisti a caccia di delucidazioni sulla trama di questo ‘Giorno del giudizio’, dell’interpretazione autentica. I fatti sono questi: sabato pomeriggio dopo una lunga discussione l’assemblea comunale del Pd di Perugia ha largamente applaudito, e quindi approvato, la relazione del segretario Francesco Giacopetti in cui si dà una giudizio sostanzialmente positivo dei cinque anni di amministrazione Boccali. Era lui infatti, il sindaco uscente e il suo secondo mandato, il tema centrale dell’assemblea. Di fatto però la porta alle primarie non è chiusa perché a lasciarla aperta è il regolamento: se qualcuno è in grado di raccogliere le firme necessarie per candidarsi, il 20% degli iscritti, prego s’accomodi. Le porte delle primarie di coalizione, non di partito, sono aperte.
VIDEO: L’INTERVENTO DI BOCCALI
Il giorno del giudizio Già, perché nel lungo sabato del Pd perugino un punto politicamente chiaro e fermo è stato messo: approvando la relazione di Giacopetti con quei contenuti il Pd spiega che il suo candidato ‘ufficiale’ è Wladimiro Boccali, fatta salva la possibilità per altri iscritti (leggasi Anna Rita Fioroni, presente in sala) di tentare la pugna. Una soluzione che secondo alcuni è il frutto di una mediazione tra i pasdaran dei gazebo e i sostenitori del sindaco. Ben 25, tra lunedì sera e sabato pomeriggio, gli interventi che si sono succeduti. In molti si è battuto su un tasto, ovvero sulla necessità di uscire da piazza della Repubblica solo dopo aver espresso un giudizio sui cinque anni di amministrazione. Per stoppare il percorso delle primarie sarebbe servito il via libera dei tre quinti dell’assemblea, ma un voto palese non c’è stato.
Bocci chiede ordine Gianpiero Bocci indossa la ‘divisa’ da sottosegretario agli Interni e chiede «ordine». «Una conta – ha detto – non serve a nessuno, non facciamoci del male. Per me schierarmi da una parte o dall’altra è complicato, ma il buon senso consiglia oggi non giri di parole bensì l’uscire da qui dopo aver espresso un giudizio». Una valutazione che nel caso di Bocci «non può che essere positiva. Poi chi vuol far le primarie presenterà una richiesta». Stessa musica da parte del segretario regionale uscente Lamberto Bottini («il sindaco ha lavorato bene, attenzione a non tritare continuamente gruppi dirigenti») e da parte dell’ex sindaco e ora capogruppo in consiglio regionale Renato Locchi: «Procediamo punto per punto. Un giudizio – ha detto – va dato, è un nostro compito. I fondamentali di Perugia, dai servizi al bilancio, sono a posto».
Fioroni c’è Una «alzata di mano» la voleva invece la senatrice Valeria Cardinali: «Uscire da qui senza votare – ha detto – lo trovo un’abdicazione. Qui nessuno ha paura delle primarie, ma trovo anomalo il modo in cui ci si arriva». A differenza di lunedì scorso stavolta in sala c’è anche l’ex senatrice Anna Rita Fioroni che chiede di «separare il giudizio sull’amministrazione dalla questione delle primarie». Una giunta che secondo Fioroni ha fatto «il meglio possibile, ma ora bisogna saper interpretare questa richiesta di primarie che arriva dal basso. Spero che questo percorso si possa aprire». E la strada infatti sembra percorribile, anche se la valutazione politica data dall’assemblea su sindaco, che spiega di non aver paura dei gazebo, un peso ce l’ha.
Il sondaggio A tenere banco è anche la questione dell’ormai famigerato sondaggio, che assegna a Boccali e ai suoi assessori percentuali di gradimento molto basse, intorno al 30%. Numeri, pensano in molti, dati da qualcuno alla stampa così da essere usati ad arte come una clava per uno scontro interno. «I sondaggi – dice Bocci – sono una cosa utile o pericolosa. Sono utili se sono strumenti di lavoro per capire, pericolosissimi se usati come strumenti di lotta politica per avvelenare i pozzi. Questi numeri devono rimanere nelle stanze del partito». «È gravissimo – aggiunge sul punto Cardinali – che siano stati dati prima alla stampa».
Twitter @DanieleBovi

Chiacchiere chiacchiere e chiacchiere, i fatti sono che con te Perugia è diventata una delle città più pericolose e invivibili di italia, con interi quartieri in mano a spacciatori, trans e prostitute… questore, rettore e sindaco vanno cambiati, i primi due sono stati cambiati e ora tocca al terzo..ma in tutta Perugia un rappresentante degno del Pd da eleggere a sindaco non ce l’abbiamo? i numeri non sono stati fatti uscire ad arte, sono specchio fedele di quanto la gente non apprezzi questa giunta..e come potrebbe essere diversamente? città spenta e invasa da spacciatori, vetrine spaccate, università in declino, in giro non c’è un anima la sera, locali che chiudono, capitale dell’eroina e dell’overdose on the road…si si senza spocchia dico tutto questo….