Il consiglio comunale (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

La prima riunione è fissata per martedì alle 15.30 ma la commissione per la Spending review fa già discutere. Dopo la prima presa di posizione del Movimento 5 stelle con il capogruppo Cristina Rosetti, che ha sostenuto come non sia prevista dallo statuto, ora è il Partito democratico ad attaccare lo strumento ideato dalla giunta Romizi per la revisione della spesa. E, a fronte dell’apertura ai lavori alle opposizioni, risponde: non partecipiamo.

Mencaroni: «Non partecipiamo» In una nota il capogruppo Pd a Palazzo dei Priori Diego Mencaroni contesta «con forza» la commissione. «Il gruppo consiliare del Partito democratico – annuncia – non parteciperà alla ‘Commissione Straordinaria per la revisione della spesa comunale’, in quanto riteniamo che tale Commissione sia superflua e priva di ragioni per essere istituita. Tra le strutture democratiche previste dallo Statuto e dal Regolamento comunale – continua – già esiste un organismo con compiti in materia di “spesa comunale” e questa è la II commissione bilancio, finanze, tributi. Tale commissione rientra, secondo le stesse normative comunali, nel quadro istituzionale che prevede l’esistenza di Commissioni consiliari dotate di funzioni istruttorie, redigenti e referenti sugli atti, i provvedimenti, gli orientamenti e gli indirizzi da sottoporre alle determinazioni del Consiglio».

Delegittimazione degli organi democratici Mencaroni sottolinea che «la nostra decisione matura in seguito a comportamenti inusuali da parte di chi governa oggi la città di Perugia. Sono passati due mesi dalla vittoria del sindaco Romizi e a questo punto non si può non far notare una certa carenza di vita democratica da parte degli organi del governo cittadino. Il Consiglio comunale, è stato convocato sinora per adempiere mere prassi istituzionali; solo una delle cinque commissioni si è ufficialmente costituita, le altre accusano notevole ritardo e verranno presumibilmente convocate con urgenza, da un giorno all’altro, a dispetto di quanto previsto dal regolamento e dai principi di buon funzionamento della macchina amministrativa. Pertanto possiamo tranquillamente parlare di delegittimazione degli istituti democratici in città. Si ha la sensazione di una giunta che più che temere l’opposizione, stenti ad avere il favore della sua stessa maggioranza in consiglio comunale e nelle commissioni consiliari. In questo modo, a causa della fragilità di una innaturale coalizione, pare che si stia tentando di scavalcare le prassi democratiche al fine di garantire l’esistenza politica del sindaco e della sua squadra e noi non intendiamo prestare il fianco alle difficoltà che questa maggioranza ha nel rispettare le infondate promesse sulla quale si è basata la campagna elettorale di Andrea Romizi».

Rosetti: «Organo che non esiste» Anche la capogruppo del Movimento 5 stelle Cristina Rosetti torna sull’argomento dopo la riunione della conferenza dei capigruppo: «Abbiamo detto all’assessore Calabrese che la commissione così come pensata non ha nessun senso, esiste già la possibilità di istituire Commissioni speciali in seno agli organi statutari del Comune, non si capisce perché la giunta debba scavalcare una prerogativa che spetta al Consiglio. La riposta? Chiusura totale». Rosetti non contesta solo il metodo «autoritario» della giunta, ma anche il merito: «Una commissione speciale del consiglio potrebbe avvalersi di esperti, fare audizioni, mentre questa cosa pensata dalla giunta non esiste. Mi sembrano dilettanti allo sbaraglio, che non sanno dove prendere i soldi e si inventano un organo quando, invece, hanno tutti gli strumenti e gli uffici per capire come e dove spreca i soldi il Comune». Il M5s valuterà se partecipare alle riunioni: «Non vogliamo dare alibi o disertare – afferma Rosetti – ma noi continueremo a chiedere una vera commissione consiliare con tutti i poteri sanciti dal regolamento. Lì valuteremo se c’è un buco oppure no e dove si sprecano i soldi».

Arcudi: «Non ci andremo» Il capogruppo socialista Nilo Arcudi, dopo aver sottolineato che «il sindaco e la giunta hanno confermato che le informazioni allarmistiche fatte trapelare dalla maggioranza rispetto ad un fantomatico buco di bilancio nei giorni scorsi non erano veritiere», afferma che «la convocazione da parte dell’amministrazione di una commissione ad hoc per la revisione della spesa comunale è quanto mai irrituale e inadeguata per discutere di bilancio. In consiglio comunale ci sono degli organi preposti, in cui discutere istituzionalmente di tutte le scelte sul bilancio senza inventarsi un nuovo strumento che appare fantasioso. Noi non parteciperemo a questa strana commissione peraltro non previsto dallo statuto comunale ma saremo sempre puntuali e presenti a tutti i consigli e le commissioni bilancio in cui si discuterà del bilancio della nostra città. Ora pertanto spetta all’amministrazione comunale tornare a discutere dell’argomento negli organi preposti: consiglio comunale e commissione competente».

Numerini: «E’ utile» Una difesa della commissione arriva invece dal capogruppo di Progetto Perugia, Otello Numerini: «La Giunta Romizi – sostiene Numerini – ha iniziato bene il suo lavoro, sia nel merito delle questioni che nel metodo. L’idea di procedere a una revisione globale della spesa, che non significa taglio dei servizi essenziali ma razionalizzazione della stessa, attraverso il coinvolgimento non solo della maggioranza ma anche dell’opposizione, nonché dei cittadini e delle associazioni, è un segnale di apertura e trasparenza assolutamente inedito. Un modo nuovo di gestire la politica cittadina, nel quale ci sentiamo pienamente coinvolti ed al quale non faremo mancare il nostro responsabile contributo in termini di idee e proposte».

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