di Iv. Por.
«In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita». Inizia così il testo del decreto legge dal nome “DISPOSIZIONI URGENTI PER LA CRESCITA, L’EQUITA’ E IL CONSOLIDAMENTO DEI CONTI PUBBLICI” varato domenica sera dal governo Monti. Trenta articoli e 76 pagine che pubblichiamo integralmente nella bozza di testo che circola nei palazzi. Essendo una bozza è ancora passibile, ovviamente, di modifiche.
Il decreto Si parte dal capitolo Sviluppo ed equità, con i particolari sulla deduzione dall’Ires e dall’Irpef della quota Irap, alla parte che riguarda i conti pubblici. Si passa poi alla lotta all’evasione fiscale. Subito dopo viene il capitolo tasse (dalla nuova Ici alle accise sulla benzina al canone Rai). Tocca poi ai costi della politica, a partire dalle Province. Per poi arrivare al capitolo pensioni, con la sparizione di fatto delle pensioni di anzianità. Ecco alcune delle voci, oltre a quelle, già emerse nei giorni scorsi, sulle pensioni.
Le Province Uno dei capitolo più attesi era quello sul futuro delle Province. «Spettano alle Province – si legge – esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale e regionale». Entro il 30 aprile 2012 «le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province sono trasferite dalle Regioni ai Comuni, salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite alle Regioni sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza». In caso di mancato trasferimento delle funzioni da parte delle Regioni entro il 30 aprile 2012, provvederà lo Stato ad assegnarle de imperio.
Consigli decadono entro novembre I consigli provinciali saranno composti da dieci elementi eletti dai consigli comunali secondo norme stabilite dalle Regioni entro aprile 2012. Il decreto stabilisce che «gli organi in carica delle Province decadono al momento dell’entrata in vigore delle leggi statali o regionali di trasferimento delle funzioni e comunque decadono entro il 30 novembre 2012». Le leggi statali o regionali provvedono anche al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l’esercizio delle funzioni trasferite.
Tasse comunali Dal 2012 arriva la tassa sugli immobili, compresa la prima abitazione. In pratica si tratta di un ritorno dell’Ici. A decorrere dal 1 gennaio 2013, invece, secondo quanto stabilisce l’articolo 14 «è istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni».
Addio lira In barba a chi paventava un ritorno della lira, il governo nell’articolo 26 stabilisce che «le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato».
Supertasse su auto e barche di lusso e aerei privati Il governo a decorrere dai pagamenti dovuti dal 1° gennaio 2012, fa pagare 20 euro in più per kilowatt ai possessori di auto per ogni kilowatt di potenza superiore a 170 centosettanta chilowatt. Stangata su chi ha una barca: tassa di stazionamento a partire da 5 euro per barche da 10 a 12 metri fino a 703 euro per barche di oltre 64 metri di lunghezza. Anche chi ha un aereo privato pagherà una supertassa.
Iva maggiorata Nell’articolo 18 si legge che «a decorrere dal 1° settembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21 per cento sono incrementate di 2 punti percentuali. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le predette aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali».
Immobili pubblici Accelerazione per vendita del patrimonio immobiliare pubblico per la quale verrà promossa la costituzione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di società, consorzi o fondi immobiliari. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, ciascun ente «individua, redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Viene così redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione nel quale, previa intesa, sono inseriti immobili di proprietà dello Stato individuati dal Ministero dell’economia e delle finanze-Agenzia del demanio tra quelli che insistono nel relativo territorio».
Tagli a enti locali: gli importi L’articolo 28 stabilisce che l’entità dei tagli agli enti locali: le regioni a statuto ordinario per 2.100 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2012; le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano per 1.035 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2012; le province per 415 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2012; i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti per 1.450 milioni di euro, per l’anno 2012; i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti per 1.450 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2013.


Spero che i comuni, come in quello di Bastia Umbra, dove c’è la tassazione irpef sugli stipendi dei dipendenti pubblici, visto che c’è la reintroduzione dell’ici, ci levino questa tassa nata appositamente per sustituire quell’imposta. L’assurdo sarebbe mantenerle tutte e due, ma c’è un particolare non da poco, la trattenuta irpef non c’è in tutti i comuni, quindi mantenerla in piedi è creare un disegualianza più marcata tra i cittadini di comuni diversi.