di Iv. Por.
Acque a dir poco agitate in seno al centrodestra umbro. I transfughi del Pdl approdati a Fratelli d’Italia non lesinano strali al loro vecchio partito. Ad innescare la polemica alcune dichiarazioni del coordinatore regionale del Pdl Luciano Rossi rilasciate a quotidiani locali, che ha criticato l’uscita degli ormai ex compagni di partito additandoli di ingratitudine.
De Sio: Pdl autoreferenziale A rispondere a Rossi, il consigliere regionale ternano Alfredo De Sio, secondo il quale le sue parole «danno la dimensione concreta di come il Pdl fosse diventato oramai un partito autoreferenziale, tanto che non riesce neppure a ridosso di un importante appuntamento elettorale ad osservare con senso politico la realtà delle cose, affidandosi invece a vecchi refrain e ad indissolubili certezze che cozzano con la realtà e con quel buonsenso che dovrebbe animare le dichiarazioni tra forze politiche facenti parte della stessa coalizione».
Chi è l’ingrato? De Sio prosegue: «Non comprendo l’on. Rossi con chi ce l’abbia, parlando di Fratelli d’Italia, quando dichiara che ci sono stati atteggiamenti di ingratitudine da parte di chi era stato omaggiato di ruoli e cariche . L’on. Luciano Rossi, con il quale ho sempre avuto un rapporto di correttezza e collaborazione, dovrebbe in queste circostanze mostrare più rispetto e soprattutto maggior memoria. La storia politica e personale dei dirigenti apicali e di base di Fratelli d’Italia in Umbria – aggiunge – è fatta di militanza sacrifici e consensi raccolti in nome delle proprie idee, in momenti non sempre facili, dove la stima degli elettori si è concretizzata nelle varie stagioni con migliaia di voti di preferenza nelle elezioni; senza i paracadute di liste bloccate o per quanto riguarda i ruoli di partito con nomine dall’alto ma in democratici congressi».
«Centrodestra senza Berlusconi» «La storia di ognuno di noi – afferma ancora De Sio – per fortuna, è talmente lunga da non essere ascrivibile esclusivamente a quella vissuta in un PdL dove con lealtà e convinzione abbiamo impegnato noi stessi per creare una forza politica in grado di essere punto di riferimento permanente nel centrodestra. Questo progetto non si è realizzato, proprio per colpa di atteggiamenti che, al vertice come in periferia, hanno privilegiato un andamento autistico del partito che ha preferito chiudersi in se stesso secondo schemi molto simili alle dichiarazioni dell’on. Rossi. Noi lavoriamo per il centrodestra – conclude il consigliere regionale – per rifondarlo e migliorarlo senza la tetragona convinzione dell’on. Rossi che il suo destino sia indissolubilmente legato alle fortune o al declino dei suoi leader».
Nevi: pretendiamo rispetto La controreplica arriva dal capogruppo Pdl in Regione, Raffaele Nevi, il quale dice di leggere «con preoccupazione» le parole degli esponenti di Fratelli d’Italia. «Conoscendo bene i colleghi De Sio e Lignani – dice – sono sicuro che vorranno accogliere il mio invito a considerare come avversari la sinistra che in Umbria, come in Italia, vince quando il centro destra si divide come è stato dimostrato alle elezioni amministrative. L’atteggiamento del gruppo Pdl in Regione sarà quello di unire e non certo spaccare, rispettando gli amici che hanno aderito a questa nuova formazione ma pretendendo da loro rispetto».
«Non dividiamoci» Nevi si dice «sicuro che se utilizzeremo questo metodo costruiremo con loro, e spero anche con altri, una alternativa ancora più forte a questa sinistra pericolosa per lo sviluppo del nostro territorio. Non c’è alternativa alla sinistra senza il Pdl. Anche queste elezioni lo dimostreranno. Quindi la mia proposta è benvenga il dibattito sui contenuti e sulle proposte da fare ma evitiamo di farci del male da soli. La storia – conclude Nevi – ci insegna che quando ci dividiamo facciamo solo un piacere alla sinistra e a certa stampa di “regime” che non vede l’ora di poter amplificare le spaccature interne al centro destra».
De Sio risponde Controreplica di De Sio: «Condivido il richiamo ad abbassare i toni in un clima di rispetto reciproco tra partiti appartenenti alla stessa coalizione. Tale invito però, sarebbe opportuno che l’amico Raffaele Nevi lo rivolgesse al suo coordinatore Regionale Luciano Rossi e non agli esponenti di “Fratelli d’Italia”, che sono invece stati oggetto di giudizi gratuiti, falsi e strumentali che doverosamente abbiamo rispedito al mittente».
Zaffini plaude Alfano Intanto l’altro esponente di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini, plaude all’accordo tra Berlusconi e la Lega che vede come candidato premier alle elezioni politiche Angelino Alfano. Su Facebook Zaffini scrive: «Meglio tardi che mai: Alfano sarà premier di coalizione. L’avevamo detto da tanto tempo, da qui parte la costruzione del centrodestra “normale”!». Segnale di pace o altro strale verso Berlusconi?
