Un gesto antico e universale è quello che contraddistingue il Pozzo di San Patrizio a Orvieto: lanciare una moneta e esprimere un desiderio. E a esprimere il desiderio sabato, per la prima volta, è stata la 12enne Giulia Romano accompagnata da un gruppo di volontari a bordo di una joelette. Ad accogliere Giulia prima dell’inizio della sua escursione il sindaco di Orvieto Roberta Tardani e Anna Rebella di CoopCulture.
Inclusività Nel pomeriggio di sabato i volontari abruzzesi dell’associazione Majella sporting team hanno trasportato la 12enne lungo i 248 scalini del pozzo, grazie a una joelette, una carrozzella speciale monoruota che permette alle persone con mobilità ridotta di praticare escursioni con l’aiuto di due o più accompagnatori. «Solo l’idea di scendere insieme a Giulia in fondo al pozzo era un’emozione – ha detto Giuseppe Ardente, responsabile del settore trekking dell’associazione -, farlo lo è stato ancora di più». Emozionata e divertita anche Giulia che, come da tradizione, una volta scesa in fondo ha gettato una moneta portafortuna nell’acqua. «È stato sicuramente uno dei più bei viaggi che potevo immaginare» afferma la piccola esploratrice.
Progetto La proposta di tentare la discesa al Pozzo di San Patrizio è arrivata direttamente dall’associazione abruzzese all’amministrazione comunale. L’associazione, infatti, porta avanti da oltre 10 anni il progetto Montagne senza barriere, nato per accompagnare le persone con disabilità in escursioni di montagna e poi esteso a siti e monumenti storici difficili da raggiungere. «Questa esperienza dimostra che anche un luogo complesso, per sua natura non pienamente accessibile, può aprirsi a forme di fruizione più inclusive e questo non può rimanere solo un gesto simbolico, ma un primo passo verso un’idea di accessibilità possibile, da sviluppare con iniziative e visite dedicate» ha concluso la sindaca Tardani.
