Dal Nodo all’aeroporto fino alle reti digitali e all’Alta velocità. Confindustria Umbria va in pressing sulle istituzioni locali e domenica, in una nota, attraverso il presidente Giammarco Urbani, chiede «una visione più ampia, scelte chiare e tempi certi». Il tema, dopo il confronto dei giorni scorsi in consiglio regionale, torna al centro del confronto pubblico a partire dal Nodo di Perugia, simbolo di una questione più generale che riguarda il sistema delle infrastrutture regionali. Secondo Confindustria Umbria, infatti, il dibattito riaperto in questi giorni conferma i ritardi che continuano a pesare sia sulla vita quotidiana dei cittadini sia sulla competitività delle imprese.
Salto di qualità Per l’associazione degli industriali, la questione non si esaurisce nella realizzazione o nel completamento di singole opere. In gioco c’è una visione complessiva della connettività del territorio, che tenga insieme strade, ferrovie, aeroporto, logistica e reti digitali. L’obiettivo, secondo gli industriali, è quello di rendere l’Umbria più accessibile, moderna e attrattiva, sia per chi investe sia per chi sceglie di viverci e lavorare. «L’Umbria – scrive Urbani – ha bisogno di un salto di qualità sul terreno delle infrastrutture. Oggi più che mai occorre una visione integrata, capace di tenere insieme infrastrutture materiali e immateriali, mobilità, logistica, servizi e innovazione». Un approccio che, secondo l’associazione, deve tradursi in scelte concrete su alcuni dossier aperti da tempo.
Nodo e AV Tra questi resta centrale la viabilità nell’area di Perugia, con il Nodo considerato un intervento necessario per ridurre la congestione del traffico attorno al capoluogo. Una situazione che, oltre ai disagi, incide anche sulla sicurezza della circolazione. Il ritorno del tema al centro dell’attenzione istituzionale viene letto come un segnale positivo, ma anche come la conferma della necessità di arrivare rapidamente a decisioni definitive. Un altro capitolo riguarda il collegamento alla rete ferroviaria veloce. Confindustria ribadisce l’importanza di una stazione che consenta alla regione di agganciarsi all’Alta Velocità, ritenuta decisiva per superare l’isolamento e rafforzare competitività e attrattività. In questo quadro, l’ipotesi della stazione Medio Etruria in località Creti, per la quale Confindustria è schierata (nei giorni scorsi il ministro Matteo Salvini in Toscana ha invece aperto alla soluzione Rigutino) viene indicata come la soluzione più funzionale per servire il territorio umbro.
Aeroporto e digitale Accanto alla mobilità su strada e su ferro, viene richiamato anche il ruolo dell’aeroporto San Francesco, considerato un’infrastruttura strategica non solo per il turismo ma anche per i collegamenti economici e relazionali. La crescita dello scalo, il potenziamento dei voli e una maggiore integrazione con il territorio sono indicati come fattori in grado di migliorare la proiezione esterna della regione. La riflessione si estende poi alle infrastrutture immateriali. Il digitale, sottolinea Confindustria, è ormai parte integrante del sistema infrastrutturale, perché incide sull’efficienza della mobilità, della logistica e dei servizi. In una regione come l’Umbria, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione, dalla riduzione della forza lavoro e da una forte presenza di piccoli comuni, la qualità della connessione diventa un elemento decisivo.
Scelte chiare La diffusione della banda ultra larga e la possibilità di collegare in modo efficace aree urbane e aree interne sono considerate condizioni fondamentali per mettere in relazione imprese, lavoratori e competenze, ma anche per rafforzare la coesione sociale e contrastare fenomeni come marginalità e spopolamento. «L’Umbria – conclude Urbani – non può permettersi di restare ferma. Servono scelte chiare, una programmazione coerente e una visione capace di leggere insieme mobilità, logistica e trasformazione digitale. È anche da qui che passa una parte importante della competitività futura della nostra regione».
