di Chiara Fabrizi

Quasi 16mila utenti trattati in Umbria, di cui circa un quarto “nuovi”. Emerge dal Rapporto sulla salute mentale pubblicato il 20 aprile scorso dal ministero della Salute (dati 2024) che fornisce un maxi aggiornamento anche regionale, si va dai gruppi diagnostici ai Tso (trattamenti sanitari obbligatori) fino al tasso di utenti in strutture territoriali psichiatriche. E l’Umbria, non di rado, fa rilevare dati più elevati della media nazionale: è il caso il tasso dei pazienti trattati con gli antidepressivi o della cosiddetta continuità assistenziale, intesa come la capacità di sottoporre i pazienti a una visita psichiatrica entro 14 o 30 giorni dal ricovero.

In Umbria nel 2024 i pazienti trattati sono stati complessivamente 15.835 di cui 6.408 uomini e 9.427 donne. Due le fasce di età in cui si concentra il maggior numero di utenti dei servizi, ossia 45-54 anni e 55-64 anni, che da soli assorbono quasi la metà dei pazienti complessivi. Ai numerosi assoluti si affianca il tasso degli utenti trattati su 10mila abitanti, che qui raggiunge il 214,1 a fronte di una media italiana che si ferma a 171,9. Il risultato umbro risulta il quinto più elevato d’Italia dopo Liguria (447,2); Provincia autonoma di Bolzano (327,5); Provincia autonoma di Trento (255,9) ed Emilia Romagna (234,8). 

Quasi un quarto delle persone trattate in Umbria nel 2024 sono “nuovi utenti”: si tratta di 4.200 pazienti di cui 2.558 donne e 1.642 uomini. Anche in questo caso le fasce d’età in cui si concentrano il maggior numero di accessi ai servizi sono le stesse, 45-54 anni e 55-64 anni, a cui appartengono rispettivamente 897 e 844 “nuovi utenti”. Tuttavia, va segnalato che il terzo gruppo anagrafico più numeroso, con 707 utenti, è anche quello più giovane, ossia tra 18 e 24 anni. Il tasso dei “nuovi utenti” trattati in Umbria (sempre su 10 mila abitanti) si attesta al 56,8 risultando appena superiore a quello italiano del 55,4. Tuttavia, il divario si allarga isolando le donne: in questo caso il tasso umbro sale a 66,5 mentre quello italiano a 59,8. 

Ordinati anche i gruppi diagnostici per i quali gli utenti accedono ai servizi di Salute mentale. In Umbria, come del resto in tutta Italia, è la «depressione» a far rilevare la prevalenza più significativa, con un tasso (sempre per 10 mila abitanti) pari a 37,3 e in linea col dato nazionale. Seguono «mania e disturbi affettivi bipolari», con un tasso in Umbria del 22,9 che risulta marcatamente superiore a quello italiano del 13,7; e «disturbi della personalità e del comportamento», con un tasso nella regione del 18,8 anche in questo caso di diversi punti superiore al nazionale, che si ferma a 13,8.

Una serie di tabelle, poi, fotografano la gestione dei pazienti. L’Umbria, ad esempio, emerge anche per numero di utenti presenti in strutture territoriali psichiatriche, con un tasso standardizzato per 10 mila abitanti che si attesta a 204,8 mentre il valore italiano gira appena sopra a 144. Quello umbro è il terzo tasso più elevato d’Italia dietro alla Provincia autonoma di Bolzano (275,6) e all’Emilia Romagna (216). 

Umbria tra le migliori nel rapporto di prestazione erogate per utente, che segna 23,8 a fronte di una media italiana molto modesta, ossia del 13,6: in questo caso meglio fa solo il Friuli Venezia Giulia con 36,3. Risultati superiori allo standard nazionale anche per il numero di utenti presenti in strutture residenziali psichiatriche, che consegnano un tasso (sempre per 10 mila abitanti) di 9,2 a fronte del 5,9 italiano: qui meglio dell’Umbria fanno solo Marche (11,5); Liguria (10,7) e Lazio (10,3). 

Basso, invece, il numero di posti letto psichiatrici in strutture ospedaliere sia pubbliche che private: in l’Umbria se ne contano 37 in degenza ordinaria più 3 in day hospital, che equivalgono a un tasso (sempre per 10 mila abitanti) del 5,5 mentre in Italia è in media del 9,2. 

Superiore al dato nazionale anche il risultato della continuità assistenziale: in Umbria, infatti, il 46,9 per cento degli utenti riesce a ricevere una visita entro 14 giorni dal ricovero, mentre in Italia ci si ferma al 38,6; la quota dei pazienti umbri sale al 51,7 per cento se al sistema si concedono fino a 30 giorni dal ricovero per la visita, mentre in Italia è 45,6. 

Resta elevato, come già emerso in passato, il ricorso ai Tso: in Umbria nel 2024 ne sono stati disposti ed eseguiti 164, in marcata flessione rispetto all’anno precedente, quando se ne erano contanti 190, ma il tasso regionale (sempre per 10 mila abitanti) resta il secondo più alto d’Italia, attestandosi a 2,2 contro lo 0,9 nazionale; più di noi solo l’Emilia Romagna (2,3). 

Al di sotto della media italiana anche le riammissioni non programmate nei reparti di psichiatria degli ospedali pubblici: entro 7 giorni in Umbria accade nel 3,8 per cento dei casi, mentre a livello nazionale si viaggia oltre l’8 per cento; entro 30 giorni la quota regionale sale all’8,7 per cento, pur restando ben al di sotto di quella media del paese, che si attesta a 14,3 per cento. Da segnalare, poi, che nel 2024  sono stati quasi 11.500 gli accessi in Pronto soccorso per disturbi psichiatrici, di cui poco più di 4.900 per «sindromi nevrotiche e somatoformi».  

Il dossier del ministero della Salute, infine, fa il punto anche sui farmaci. In particolare, in Umbria nel 2024 sono state prescritte 726 mila confezioni di antidepressivi per una spesa lorda che sfiora i 7,3 milioni di euro, al netto degli antidepressivi in distribuzione diretta (altre 8.900 confezioni e poco più di 31 mila euro di esborso). Anche in questo caso viene indicato il tasso di pazienti trattati con gli antidepressivi, che è però calcolato per mille abitanti adulti, ossia con più di 18 anni: in Umbria si attesta a 161,6 contro il dato italiano di 134,3 col tasso regionale che risulta è il quarto più elevato dietro a Toscana (218,9); Liguria (210,3); e Piemonte (168,2). 

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