di Daniele Bovi
Aprire il più possibile e ribaltare l’approccio cronologico, secondo il quale alle regionali si sarebbe pensato solo dopo le comunali. È questa l’indicazione che è arrivata venerdì al Pd umbro da Davide Baruffi, responsabile nazionale enti locali della segreteria dem. Come da programma, infatti, a Roma in mattinata i segretari dei sette Comuni sopra i 15 mila abitanti insieme a Tommaso Bori hanno cominciato a fare il punto sulle partite politicamente più pesanti.
Sette Comuni In ballo ci sono Perugia, Foligno, Castiglione del Lago, Marsciano, Gubbio, Orvieto e Bastia Umbra, cinque dei quali nelle mani del destra-centro. L’indicazione arrivata dal responsabile enti locali è quella di costruire prima la coalizione e poi individuare il profilo, anche per capire subito chi è disposto a far parte della squadra e chi no. D’altronde Elly Schlein lo ha detto anche giovedì nel corso della Direzione dem: «Per le amministrative dobbiamo lavorare con ostinazione alla costrizione di alleanze. Il Pd è il perno attorno al quale costruire l’alternativa alla destra. Vogliamo agevolare la costruzione di un’alleanza vincente».
Regionali e comunali L’altra indicazione è quella di tenere insieme le regionali e le comunali, partendo proprio dalle prime per poi ragionare sulle seconde. Salvo rinvii infatti in Umbria si dovrebbe votare nell’autunno del 2024, mentre le comunali sono in programma il 9 giugno. Una distanza troppo breve per tenere i due dossier distinti.
BELARDI: «IO IN CAMPO SOLO CON PROGETTO CIVICO»
Il capoluogo A Perugia il quadro è in grande movimento e i dem procederanno anche con un sondaggio per testare diversi nomi. Il 12 Paolo Belardi, uno di quelli in pista, presenterà Costituente Perugia, e sullo stesso fronte tra i possibili candidati c’è anche Andrea Fora. Ma non solo: i dem guardano con attenzione anche alle scelte (non scontate) che farà Progetto Perugia, attualmente architrave della giunta Romizi dove l’assessora Edi Cicchi è tra le figure spendibili e alternative a quella di Margherita Scoccia, che FdI vorrebbe schierare per raccogliere l’eredità del sindaco uscente. Senza dimenticare, sul fronte destro, la variabile Bandecchi che lunedì presenterà ufficialmente Davide Baiocco.
Foligno, Orvieto e Marsciano L’imperativo è di costruire ovunque coalizioni larghe e inclusive. Questo va sicuramente fatto a Foligno, dove non sono in vista spaccature nel destra-centro che, salvo sorprese, ripartirà dall’uscente Stefano Zuccarini (Lega). Il centrosinistra punta a rimettere insieme tutti i pezzi (compresi i 5S) e a individuare un profilo civico. Idem a Orvieto, dove i dem sono convinti di potersela giocare contro l’uscente Roberta Tardani (ex FI transitata nelle file di Civitas). Il Pd è poi convinto che ci sono le possibilità di poter riconquistare Marsciano, dove governa la Lega con Francesca Mele e dove il 22 ottobre ci saranno le primarie per scegliere il candidato; qui, al di là dei gazebo, si tenterà di allargare ulteriormente il campo schierando moderati e provando a sfruttare le crepe che ci sono sull’altro schieramento.
Gubbio, Bastia e Castiglione Delicatissima la partita di Gubbio, dove il centrosinistra dovrà cercare di difendere l’eredità dell’uscente Filippo Maria Stirati, arrivato al termine del suo secondo mandato, senza fare harakiri. Anche qui si punterà a replicare lo stesso schema degli altri Comuni pur tenendo conto di tutte le specificità che hanno portato al doppio mandato di Stirati. Difficilissima la partita a Bastia Umbra, dove in pole c’è la sindaca uscente Paola Lungarotti in un Comune la cui storia elettorale pende verso destra. Nessuna sorpresa invece dovrebbe esserci a Castiglione del Lago: l’uscente, il dem Matteo Burico, è saldamente in sella per un secondo mandato supportato da un centrosinistra largo. Tra qualche settimana si entrerà nel vivo di tutte le partite.
