di Daniele Bovi

La data c’è, il nome pure mentre sulla location ci sono ancora delle ipotesi in ballo. Il 12 ottobre il professor Paolo Belardi lancerà ufficialmente Costituente Perugia, l’associazione che, dopo il debutto di fine giugno, si prepara a scendere ufficialmente in campo. Tra poco più di otto mesi Perugia e altri 60 Comuni umbri andranno al voto per eleggere sindaci e consiglieri, e proprio il capoluogo umbro sarà la madre di tutte le battaglie.

L’ESORDIO DI COSTITUENTE PERUGIA

In campo Posizionamenti e movimenti sono in corso già da mesi e tra le ipotesi, sul fronte centrosinistra, c’è anche quella di Belardi, che a fine ottobre chiuderà il suo secondo mandato da presidente del corso di laurea in Design, inquadrato all’interno dell’offerta del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia. Un’occasione per fare il punto, con Umbria24, sulla politica e sull’esperienza del corso di laurea.

IL CENTROSINISTRA PERUGINO DEVE SMETTERE DI LITIGARE

Impegno «Un mio impegno diretto per la città – dice a proposito di una sua possibile candidatura – è plausibile solo e soltanto alla condizione che ci sia uno schieramento compatto e interessato al futuro di Perugia. Il che vuol dire che non solo le varie anime dei partiti siano concordi, ma che sia la città stessa a essere concorde e interessata a un nuovo progetto di città. In breve: un mio coinvolgimento può esserci solo se viene rispettata la natura civica del mio impegno al servizio di Perugia e della sua comunità».

Costituente Perugia Intanto si metterà in moto la macchina di Costituente Perugia, associazione che potrebbe diventare anche uno degli elementi di un’ipotetica coalizione. «Questa – risponde Belardi – è un’associazione di promozione sociale che abbiamo strutturato insieme ad altri otto soci fondatori e che presenteremo ufficialmente alla città nei prossimi giorni con un’apposita conferenza stampa». Tra le idee sulle quali lavorare ce n’è anche una che riguarda il design «grazie al quale, se inteso nella sua accezione più vasta, potrebbero esserci molte ricadute positive. Personalmente mi piacerebbe esplorare la possibilità di concretizzare un’idea lanciata anni addietro da Gilda Bojardi, guru della “Milano Design Week”, quando ventilò la possibilità di candidare la nostra città a laboratorio internazionale del Design under 30».

Design ed etica «Il design – dice il professore – non è un mito e, proprio perché è fondato sulla cultura del progetto etico, potrebbe contribuire positivamente allo sviluppo futuro di Perugia cambiandone il volto. Ad esempio potrebbe orientare la nostra comunità verso una svolta pienamente contemporanea, nel segno della sostenibilità e della bellezza». Insomma, l’esperienza di questi due mandati potrebbe servire anche per elaborare dei punti programmatici: «Proprio in questi giorni – dice Belardi sul punto – abbiamo lanciato due workshop dedicati al tema dell’emarginazione sociale. Il primo, titolato “Wood interior design” e tenuto dai professori Paolo Di Nardo e Giovanna Ramaccini, è stato organizzato in accordo con la direttrice del carcere di Spoleto, Bernardina Di Mario, ed è volto a progettare arredi in legno realizzati dai detenuti nella falegnameria circondariale e destinati all’allestimento degli spazi interni del Polo universitario penitenziario dell’Università».

Il corso Il secondo invece («Imago mundi, per cibum») è stato organizzato in accordo con il direttore della Caritas diocesana di Perugia, don Marco Briziarelli, «ed è volto all’allestimento – spiega Belardi – della “Mensa don Gualtiero” con decorazioni grafiche capaci di rivendicare il diritto al cibo come valore universale». Alla fine dei suoi due mandati Belardi sottolinea che al suo successore lascerà un corso «con un’ottima reputazione e molto attrattivo», con oltre il 50 per cento dei circa 700 studenti provenienti da fuori regione e dall’estero. Un «successo» arrivato per tre ragioni: «È unico in Italia perché coniuga competenze scientifico-teoriche con quelle artistico-pratiche; perché ha docenti di alto profilo e per le numerose attività laboratoriali extracurriculari, che in questi anni hanno coinvolto il sistema produttivo e culturale cittadino». Dal 12 in poi si parlerà di questo e di molto altro.

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