di Daniele Bovi
«Memoria, coraggio e visione». Sono queste le tre parole chiave con le quali il professor Paolo Belardi ha lanciato giovedì pomeriggio la corsa di Costituente Perugia verso le elezioni comunali del prossimo anno. La neonata organizzazione ha tenuto la sua prima assemblea alla sala Sant’Anna di via Roma. Un centinaio i presenti. Tanto Pd: in sala consiglieri comunali come Sarah Bistocchi e Francesco Zuccherini, il segretario Sauro Cristofani, l’ex segretario Paolo Polinori, Tommaso Bori, alcuni membri della vecchia guardia come Ilio Liberati, Fabrizio Bracco, Mauro Agostini.
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Chi c’era E poi ancora molti ragazzi dei Giovani democratici e dell’Udu, Massimo Monni, il tesoriere dei Radicali Andrea Maori, l’ex assessore Silvano Rometti e anche il prorettore Fausto Elisei. Belardi, per molti il candidato sindaco, era seduto in prima fila e a lui è stata affidato il compito di chiudere il pomeriggio. Un intervento atteso con una certa curiosità dato che poteva essere il primo in pubblico da candidato in pectore. Il professore, che insegna Composizione architettonica e urbana all’Università di Perugia, ha parlato più che altro dei temi legati all’urbanistica.
Il possibile candidato Belardi ha esordito con alcune parole chiave come «cura, ascolto e progetto, alle quali aggiungo visione. Serve un’idea di città, che è un organismo complesso, alla quale ricondurre poi le scelte particolari». Belardi ha poi proposto «un metodo: partiamo da quelli che sono i vincoli, come quelli normativi e quelli legati alle risorse, e poi definiamo insieme gli obiettivi attraverso la partecipazione». «Siamo un piccolo gruppo – ha aggiunto – con grandi idee, ci servono altre donne e uomini con altre idee. Per ora non abbiamo programmi dettagliati ma passione per la città». A proposito del manifesto dell’iniziativa (una mano che regge un modellino della Fontana maggiore con vista sulle scale mobili e lo slogan «In una città che funziona si vive meglio») Belardi ha parlato di un «messaggio sospeso» e «volutamente ovvio». La Fontana rappresenta poi anche una delle possibili «suggestioni: siamo ancora capaci – ha chiesto – non dico di fare cose di questo genere ma almeno di immaginarle?». Per prendere i voti servirà di più, ma quello di giovedì era solo un punto di partenza.
Gli interventi L’assemblea è stata moderata dal giornalista di RaiNews24 Roberto Vicaretti («a Perugia oltre che una costituente – ha detto – servirebbe un ricostituente»), è stata animata da una serie di interventi programmati. Il primo è stato quello di Barbara Bartoccini, medico di Medicina generale. La dottoressa ha sottolineato che serve più personale per il sistema sanitario vista la fuga verso il privato di molti camici bianchi, oltre che progettualità capacità di gestire le cronicità. Marco Pizzi, dottorando in Scienze politiche all’Università di Perugia, ha raccontato la sua esperienza di studente fuorisede che, nonostante diversi problemi, ha deciso di rimanere a Perugia per la sua qualità della vita, le possibilità di lavoro e una proposta anche culturale in generale vitale. Don Marco Briziarelli invece, direttore della Caritas, ha parlato delle difficoltà che attanagliano le famiglie, non solo straniere ma anche italiane: «Sarà un 2023 – ha detto – con una povertà che continuerà ad avanzare. Serve una riflessione che sappia rimettere al centro l’ascolto e la capacità di scommettere sui volontari e sull’impegno dei cittadini». Sabato invece toccherà all’assemblea di Perugia partecipa, il gruppo che fa riferimento ad Andrea Fora e che giovedì, lungo le vie fuori dalla sala Sant’Anna, ha lasciato volantini sulle auto per ricordare l’iniziativa.
