Mettere famiglie e imprese nelle condizioni di pagare secondo le proprie possibilità, evitando cumuli di debiti sempre più alti, che per le casse del Comune sarebbero crediti sempre più inesigibili e per i contribuenti rappresentano il rischio concreto di incappare sotto le grinfie di qualche usuraio. Spiegando in questi termini la materia, il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Terni, Roberto Pastura, venerdì mattina è tornato a incalzare la giunta Bandecchi sull’opportunità di adottare la cosiddetta Rottamazione dei tributi. Lo ha fatto nella biblioteca comunale di Terni alla presenza di Fausto Cardella, Presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura, già Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Terni e Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia.

Stando ai dati forniti da Pastura, la misura, nell’ambito del Comune di Terni, avrebbe effetto su una somma di crediti di dubbia esigibilità di complessivi 30 milioni. Adottando lo strumento proposto dal Governo, a discrezione degli enti locali in piena autonomia fiscale, al netto del taglio di sanzioni e interessi accumulati, ci sarebbe la possibilità, per Palazzo Spada, di intervenire su 20 (15 dei quali sarebbero relativi a importi per violazioni al codice della strada), che i contribuenti, ciascuno per la propria posizione, possono saldare in unica soluzione o versare in 54 comode rate bimestrali. Quante siano le posizioni aperte e quante imprese siano coinvolte è un dato che spetterà eventualmente agli uffici verificare; allo stesso modo, se l’amministrazione sceglierà di rottamare i tributi, la struttura tecnica dell’ente dovrà intervenire di conseguenza proprio per facilitare la riscossione.

Il tema è particolarmente sentito tra le associazioni di categoria; diversi rappresentanti delle stesse erano infatti presenti venerdì al caffè letterario della bct. E con quelli, nelle ultime ore, il sindaco Bandecchi ha dichiarato disponibilità al confronto con messa a disposizione dei dati elaborati dagli uffici, ritenendo l’informazione e la conoscenza diffusa dei fenomeni un presupposto fondamentale per il rapporto con i cittadini e le imprese, riaffermando al contempo la priorità assoluta dell’obiettivo della salvaguardia degli equilibri del bilancio comunale. Nei prossimi giorni ci sarà quindi l’attivazione del tavolo di confronto tra l’Amministrazione ed i rappresentanti di Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Coldiretti e Cia. 

Come sottolineato da Pastura «Dietro una cartella esattoriale non pagata, un tributo accumulato negli anni o una procedura esecutiva, non sempre si nasconde la volontà di sottrarsi ai propri doveri. Sin da quando ho iniziato ad interessarmi a questo tema, che prima di essere politico è di carattere economico-sociale, ho conosciuto storie di frustrazione. Ho incontrato attività economiche schiacciate dalla crisi, professionisti che faticano a mantenere gli equilibri finanziari, famiglie che non riescono più a sostenere il peso di debiti aggravati da sanzioni e interessi. Necessario approfondire uno strumento che non rappresenta un condono né una sanatoria. La definizione agevolata prevede infatti il pagamento integrale del debito originario, consentendo però l’eliminazione di sanzioni e interessi che, nel tempo, possono trasformare un’obbligazione sostenibile in un peso insormontabile». Con Pastura e Cardella anche il tecnico di un Caf che ha portato l’esempio di un contribuente con 10 mila euro di reddito annuo e Imu da pagare per 7 mila, perché proprietario di immobili commerciali che non riesce a vendere né affittare. Probabilmente un caso limite, ma certamente non isolato.

E allora l’iniziativa del capogruppo di Fdi non cadrà sicuramente nel vuoto. Al di là delle scelte politiche del Comune, intanto l’iniziativa di venerdì è stata utile per accendere un faro su un tessuto economico complesso e debole, in cui i debiti fiscali sono i più difficili da affrontare, e anche occasione di conoscere da vicino l’azione che la Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura mette in campo grazie ai finanziamenti Regionali e non solo, facendosi garante presso le banche per debitori che intendono sanare la propria esposizione. «Quando una persona o un’impresa perde la possibilità di rientrare dai propri debiti, ha sottolineato ancora Pastura, per non incorrere in pignoramenti e sequestri conservativi, aumenta il rischio di esclusione economica e sociale e in alcuni casi, purtroppo, aumenta anche il rischio di avvicinamento a forme di credito usurario. È per questa ragione che il tema non riguarda soltanto la politica o l’amministrazione comunale. Riguarda le associazioni di categoria, gli ordini professionali, il mondo delle imprese, del commercio, dell’artigianato e delle professioni». La Fondazione, in questo contesto, agisce oggi anche sulla formazione delle giovani generazioni con l’educazione finanziaria nelle scuole: «I figli spesso sono motivo di indebitamento per le famiglie, ma se istruiti nel modo giusto possono al contrario rappresentare anche un modello educativo per i loro genitori».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.