Completate 55 opere su 57 al termine di quella che è stata chiamata «la più grande sfida amministrativa affrontata negli ultimi anni», il Comune di Perugia dovrà pensare in futuro a come sostenere – in primis economicamente – le opere finanziate attraverso il Pnrr. Palazzo dei Priori ha fatto il punto su quanto fatto grazie ai 205 milioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza mercoledì nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato tutta la giunta insieme al dg Roberto Gerardi e a molti dirigenti. Un’occasione, ha detto Vittoria Ferdinandi, «per restituire senso e valore a quello che è stato fatto; ai cittadini – ha detto – vogliamo dare questa grande iniezione di fiducia: il Comune sa rispettare i suoi impegni ed è capace di gestire processi molto complessi».
Il dopo La sfida ora sarà «pensare al dopo Pnrr; il mio compito – ha sottolineato Ferdinandi – sarà quello di capire con l’Unione europea come far vivere le opere nonostante spese correnti sempre più “strozzate”. Il vostro invece – ha detto rivolgendosi alla platea di assessori, dirigenti e non solo – sarà quello di programmare il futuro di Perugia». In prima fila – invitato – anche l’ex sindaco e ora segretario regionale di FI Andrea Romizi: «È qui – ha spiegato Ferdinandi – perché il Pnrr è stato un percorso condiviso. La continuità amministrativa non è una forma di galanteria ma un atto di responsabilità; le opere sono di tutti anche quando alcuni non le condividono». Insomma, volendo l’invito non è solo cortesia istituzionale ma anche un modo per ricordare che certi progetti – come il discusso Brt che da solo ha assorbito oltre 120 milioni di euro – hanno padri e madri. «Il percorso del Pnrr – ha sottolineato Ferdinandi – è iniziato con la capacità dell’amministrazione Romizi di attrarre risorse ed è proseguito con il nostro lavoro». E proprio riguardo al Brt, per ora una data precisa per quanto riguarda la prima corsa non c’è; nella seconda parte di agosto ci sarà una call con le strutture ministeriali per fare il punto della situazione.

Lavoro di squadra Nel suo intervento la sindaca ha posto l’accento anche sul lavoro della struttura comunale che ha accompagnato la realizzazione dei progetti. «Dietro ogni intervento ci sono competenze, professionalità e un grande lavoro di squadra che ha coinvolto amministratori, dirigenti, tecnici e dipendenti comunali», ha spiegato Ferdinandi, ricordando come il raggiungimento degli obiettivi europei sia stato possibile attraverso un coordinamento costante tra gli uffici. Per la prima cittadina, il risultato raggiunto rappresenta anche un patrimonio organizzativo che dovrà essere utilizzato nei prossimi anni per intercettare nuove risorse. «Il Pnrr non rappresenta un punto di arrivo ma il punto di partenza di una nuova stagione di investimenti», ha detto, indicando tra le prossime priorità la rigenerazione urbana, il patrimonio culturale, la riqualificazione di Piazza IV Novembre e di Corso Vannucci, il Percorso verde, l’efficientamento energetico e le politiche sociali.
Quattro ambiti I numeri del Pnrr sono ovviamente molto rilevanti: 205 milioni di euro di investimenti complessivi, il 100 per cento dei target europei raggiunti e nessun definanziamento; Brt a parte, l’unica opera da completare riguarda il recupero della Torre del molino e della catasta di Ponte Felcino. Gli interventi hanno riguardato quattro grandi ambiti: digitalizzazione, inclusione sociale, rigenerazione urbana e transizione ecologica, mobilità, istruzione e cultura. La quota più consistente delle risorse è stata destinata alla mobilità sostenibile e allo sport, con 131,7 milioni di euro. In questo capitolo rientrano il Metrobus, le ciclovie urbane, la nuova palestra di Balanzano, la riqualificazione del Palazzetto di San Sisto e degli impianti sportivi cittadini. La rigenerazione del quartiere di Ponte San Giovanni ha ricevuto invece 30,9 milioni attraverso il programma Pinqua, con nuovi spazi pubblici, percorsi ciclopedonali, edilizia residenziale pubblica, videosorveglianza e servizi di quartiere.

Ambiente e scuola Altri 14,8 milioni sono stati impiegati per ambiente e rigenerazione urbana, con interventi sul verde, sui percorsi lungo il Tevere, sugli eco-centri informatizzati e sull’efficientamento energetico. Per la scuola sono stati investiti 12 milioni di euro destinati a nuovi edifici, mense, adeguamenti sismici e posti nei servizi per la prima infanzia. Sul fronte digitale il Comune ha utilizzato 4,4 milioni per la completa trasformazione dei servizi, attraverso strumenti come PagoPA, App IO, cloud, notifiche digitali e sistemi di sicurezza informatica.
Welfare Il capitolo sociale ha assorbito 3,2 milioni di euro, con interventi rivolti all’autonomia delle persone anziane e con disabilità, al sostegno delle famiglie fragili e al rafforzamento dei servizi territoriali. Infine, 2,4 milioni sono stati destinati alla valorizzazione del patrimonio culturale, con il recupero della Torre campanaria di Collestrada e il nuovo parco archeologico dell’Ipogeo dei Volumni.
La macchina Dietro ai cantieri c’è stato un lavoro amministrativo altrettanto rilevante. Il Comune ha gestito 100 procedure di affidamento, 47 contratti Pnrr, 79 delibere di giunta e 1.244 determinazioni dirigenziali. Inoltre sono stati effettuati 117 milioni di euro di pagamenti, con 898 capitoli di bilancio dedicati e un sistema di monitoraggio composto da report finanziari, verifiche periodiche e controlli sulle diverse fasi degli interventi. Il direttore generale Roberto Gerardi ha ricondotto il risultato alla capacità degli uffici di lavorare in modo coordinato. «Il risultato raggiunto – ha spiegato – è frutto di un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione tra tutti i settori dell’Ente e su una cabina di regia che ha consentito di affrontare tempestivamente ogni criticità». Il Comune ha inoltre rafforzato la propria struttura con una riorganizzazione interna e 105 nuove assunzioni tra il 2025 e il 2026, non certamente sufficienti: «Sono un cerotto – ha detto – per tamponare un’emorragia».
Innovazione e welfare Sul fronte dell’innovazione, l’assessore Andrea Stafisso ha spiegato che gli investimenti digitali del Pnrr hanno aperto un percorso più ampio, confluito nel nuovo Piano di evoluzione digitale del Comune fino al 2028. «La sfida – ha detto – non è soltanto introdurre nuove tecnologie ma far sì che quelle già disponibili vengano pienamente utilizzate e diventino un patrimonio condiviso». Per i servizi sociali, l’assessora Costanza Spera ha ricordato il valore degli interventi meno visibili ma rivolti direttamente alle persone. Tra i risultati ci sono il sostegno a 119 famiglie attraverso interventi di domotica e adattamento delle abitazioni per favorire la permanenza a domicilio di anziani non autosufficienti e persone con disabilità, oltre al programma per 34 famiglie con minori a rischio di allontanamento.
Ambiente e mobilità Gli interventi ambientali sono stati al centro del lavoro dell’assessore David Grohmann, con investimenti sulla valorizzazione del verde urbano, sulla gestione dei rifiuti e sulla riduzione del rischio idrogeologico. Francesco Zuccherini, assessore ai Lavori pubblici, ha invece richiamato il ruolo della struttura tecnica comunale nella gestione contemporanea di cantieri e nuove progettazioni. Per la mobilità e lo sport, Pierluigi Vossi ha ricordato il legame tra infrastrutture e qualità della vita dei cittadini, con il Metrobus e la riqualificazione degli impianti sportivi come interventi destinati a incidere sulla quotidianità della città.
Scuola Infine, l’assessora Francesca Tizi ha fatto il punto sugli investimenti per le scuole, oltre 12 milioni di euro complessivi. A settembre saranno inaugurate la scuola primaria di San Martino in Campo, il nido di Case Bruciate e le mense della primaria Sabatini di Colle Umberto e di Casa del Diavolo. Sono già operative la scuola di Cenerente e la scuola Mazzini di Ponte San Giovanni, inaugurate rispettivamente nel settembre 2024 e nell’ottobre 2025.
