Il tribunale di Spoleto funziona e l’unico «caso» semmai è «l’organico sottodimensionato». Questa la replica che la presidente del tribunale Claudia Matteini e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Spoleto Pietro Morichelli hanno riservato al procuratore generale Sergio Sottani per le parole pronunciate durante l’audizione in commissione Giustizia alla Camera dei deputati. Qui il pg, alcuni giorni fa, ha evidenziato una raffica di «criticità» in capo agli uffici giudiziari di Spoleto, imputandole di fatto agli effetti della riforma della geografia giudiziaria del 2012, che ha triplicato il territorio di competenza di Spoleto. L’intervento di Sottani è stato poco gradito in città come nel comprensorio, tanto che a qualche giorno di distanza è arrivata la reazione di Matteini e Morichelli, che passa per una serie di «precisazioni», la prima delle quali suona così: «Spoleto non è un caso, ma un tribunale, precisamente quello della fascia centrale dell’Umbria, che garantisce la funzionalità e l’esistenza della Corte d’Appello e della Procura Generale di Perugia».
Entrando nel merito, Matteini e Morichelli, con una nota congiunta diffusa mercoledì mattina, dicono chiaramente che «a fronte di flussi di lavoro in ingresso almeno pari, se non superiori in alcuni settori, a quelli del tribunale di Terni, la dotazione organica di Spoleto è assai sottodimensionata sia per i magistrati (16 giudici contro 20 e 6 pm contro 8) che per gli amministrativi». Nonostante il mancato adeguamento delle piante organiche post riforma per Spoleto resta un miraggio, col personale che viene considerato non proporzionato alla mole di fascicoli, e «l’elevato turnover, comune in numerosi tribunali di medie dimensioni, a Spoleto non ha mai compromesso la continuità dell’attività giurisdizionale», è scritto nella nota.
E i risultati sono arrivati «in piena autonomia organizzativa», dicono Matteini e Morichelli, che così contestano di fatto le parole di Sottani in commissione giustizia, nella parte in cui ha riferito di «continue richieste di supporto» da parte di Spoleto con conseguente «impiego di risorse provenienti da altri uffici». Sul punto la presidente del tribunale e il presidente dell’Ordine degli avvocati sostengono, invece, che «negli ultimi anni non sono mai state richieste applicazioni ordinarie di magistrati di altri uffici del distretto, se non per le maternità, che però sono tutelate a vari livelli», né sono state richieste «integrazioni di personale amministrativo».
Quindi le performance del tribunale di Spoleto che Matteini e Morichelli definiscono «pienamente soddisfacenti» alla luce «della progressiva riduzione dell’arretrato civile e del costante miglioramento del disposition time del settore penale». In questo quadro «anche la produttività individuale conferma l’efficienza» del tribunale «attestandosi su valori medi di circa 150 sentenze annue per magistrato in linea e a volte superiori a quelli degli altri tribunali del distretto», si legge nella nota della presidente del tribunale e del presidente degli avvocati.
La replica a Sottani, poi, passa anche per i presunti limiti di specializzazione che i magistrati patirebbero a Spoleto quasi fisiologicamente. Qui è stato «sviluppato un modello organizzativo stabile, flessibile ed efficace», dicono ancora Matteini e Morichelli, secondo cui «da anni non esistono più ruoli promiscui, coi magistrati ripartiti tra penale (2 gip-gup e 5 al dibattimento) e civile (3 al contenzioso ordinario e 5 tra lavoro, esecuzioni, famiglia e crisi d’impresa)». In questo quadro, «la struttura organizzativa del tribunale consente un livello di specializzazione pienamente compatibile con uffici giudiziari di analoghe dimensioni», si legge sempre nella nota.
Infine, l’assetto territoriale, che con la riforma del 2012 ha allargato la competenza degli uffici giudiziari di Spoleto a Foligno, Todi, Marsciano e Deruta, a cui è stata non soltanto assicurata la dovuta «uniformità di trattamento», ma anche garantita «ogni iniziativa per avvicinare il servizio ai cittadini, aderendo al progetto degli Uffici di prossimità, uno dei quali già aperto a Todi, mentre lo saranno a breve a Deruta, Cannara e all’Unione delle Terre dell’olio e del sagrantino».
