Andrea Orlando, ministro della Giustizia

L’ex sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, si schiera con Andrea Orlando in vista del congresso del Partito democratico. Pubblichiamo qui in calce la sua lettera. Intanto si registrano divisioni e malumori all’interno dei ‘Giovani turchi’, che si sono sono divisi. La presidente Catiuscia Marini e il deputato umbertidese Gianpiero Giulietti si sono, infatti, schierati con Renzi mentre il resto del gruppo in Umbria va con Orlando: per citare alcuni i sindaci Di Girolamo, Alfio Todini e Nando Mismetti (che non ha condiviso la scelta di Rossi di uscire dal Pd), i parlamentari Valeria Cardinali, Gianluca Rossi. Ancora non si sono espressi Rossini, Betti e De Rebotti.

 

Nel PD, con Orlando

In un articolo di qualche giorno fa Ezio Mauro ci ha ricordato un pensiero di Pietro Nenni: una scissione è una sconfitta, e la prima cosa è riconoscerla come tale.
La scissione è una sconfitta.
Da un lato comprendo il profondo travaglio di coloro che decidono di compiere la scelta dell’abbandono, dall’altro, fuori dal primo cerchio di coloro che sono molto coinvolti nella politica, colgo un disorientamento, se non un distacco, una difficoltà a capire cosa significa scissione, congresso, conferenza programmatica.
È necessario scendere dall’astronave della politica lontana dalla dimensione reale e ritornare nel gorgo della società; riallacciare il dialogo con coloro che hanno deciso di abbandonare il PD.
Per chi ha deciso di “scendere” dall’impegno politico ed istituzionale dopo tanti anni è difficile essere distaccati e guardare con indifferenza a quello che sta succedendo nella sinistra politica e culturale.
Ho riflettuto molto se impegnare una parte del mio tempo libero e contribuire con un “piccolo granello” di esperienza ad aiutare a ricostruire il PD.
Ho deciso di farlo, con convinzione ed umiltà.
Lo faccio rimanendo iscritto al PD. Sostenendo la candidatura di Andrea Orlando.
La decisione di Orlando, insieme ad altre personalità come Gianni Cuperlo, Cesare Damiano, Goffredo Bettini, Nicola Zingaretti, arricchisce il dibattito, sposta la discussione su un piano programmatico, lontano da uno sterile scontro tra personalità a bassa intensità populista.
Rappresenta quella “forza tranquilla” di cui ha bisogno il PD e soprattutto l’Italia.
Lo ritengo la persona più adatta a ricostruire un PD ancorato a principi di giustizia ed uguaglianza, inclusivo e in grado di essere capace di rappresentare la parte più debole della società.
Sono convinto che ci dobbiamo porre l’esigenza di riconoscere gli errori e le scelte giuste, con coraggio. Coniugare diritti civili e diritti sociali.
Senza arroganza e prepotenza.
Lo stanno facendo altre forze politiche della sinistra europea, penso all’SPD in Germania, riconquistando la rappresentanza di quella parte di società che in questi anni si è sentita sola ed abbandonata di fronte ad una profonda crisi economica.
Mi auguro che questo tentativo di ricostruire il PD e rifare l’Italia riesca a far tornare all’impegno politico tanti di quelli che si sono allontanati, che non hanno visto nel PD un soggetto politico schierato con le giovani generazioni, con il mondo lavoro, dell’istruzione, dell’impegno civile.

Ad ognuno di fare qualcosa. (Aldo Capitini)

Wladimiro Boccali

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.