di Daniele Bovi
«Boh, vedremo». I rappresentanti del «Partito valore umano» sono stati gli ultimi, lunedì sera, a mettere sul tavolo della Corte d’appello di Perugia la documentazione necessaria per presentare le loro liste; sempre loro, martedì intorno all’ora di cena, sono stati gli ultimi – usciere a parte – a lasciare lo stabile di piazza Matteotti: «Se ci hanno accettato? Non lo sappiamo» allarga sconsolato le braccia uno di loro. Al secondo piano, per tutta la giornata di martedì è andata avanti la verifica dei faldoni presentati dai partiti: in tutto 39 liste, 20 alla Camera e 19 al Senato. Martedì è stato un viavai continuo di trafelati delegati per la sistemazione delle pratiche e quel che è certo è che alcune liste sono in bilico. Quante e quali però non è dato saperlo dato che gli uffici si sono rifiutati di fornire ai giornalisti presenti qualsiasi tipo di informazione; né le liste verso le quali sono stati mossi dei rilievi né quante sono. Niente.
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Ore di ansia L’unica cosa che filtra è che si tratta di pochi casi, e probabilmente non di liste ‘pesanti’. Altro dato certo: quelle del Pd hanno ricevuto in giornata il semaforo verde, mentre per il resto occorrerà attendere mercoledì, ma è altamente improbabile che ci siano problemi per i big. In caso di esclusione i partiti avranno due giorni per fare ricorso contro la determinazione presa dalla Corte d’appello e a quel punto sarà il Consiglio di Stato, sempre nel giro di brevissimo tempo, a decidere chi è dentro e chi è fuori. Fuori dai giochi sono sicuramente i socialisti umbri tra i quali il nervosismo, per usare un eufemismo, è palpabile. Il consigliere regionale Silvano Rometti, dato come papabile per un posto in quota coalizione, si è già espresso su Facebook nelle scorse ore e a parlare giovedì saranno i vertici del partito che in Umbria è storicamente radicato e ha un peso notevole. Basti pensare che alle regionali del 2015, anche se da allora di tempo ne è passato, i «Socialisti riformisti» portarono a casa più di 12 mila voti che di questi tempi, per il centrosinistra, non sono poca cosa.
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I socialisti Giovedì alle 11 nel corso di una conferenza stampa diranno la loro sulla composizione delle liste dem il segretario regionale Cesare Carini e i due provinciali ovvero Carlotta Caponi (Perugia) e Rossano Pastura (Terni). Lì Carini e soci faranno una critica dura a un Pd che vedono come un partito pigliatutto. Che fine faranno i voti socialisti? come si comporteranno in campagna elettorale? La lista, Insieme, è stata presentata solo lunedì sera poche ore prima del fischio finale e tra i nomi non c’è nessun umbro e nessuno riconducibile al mondo socialista. A ciò vanno aggiunte le critiche dei Radicali di Perugia a proposito della composizione della squadra di +Europa, e in particolare a causa dell’arrivo di paracadutati da fuori regione. Insomma, tra Pd e alleati serve ago e filo.
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Il Pd di Perugia A parlare martedì è la segreteria del Pd di Perugia, guidata del neo segretario Paolo Polinori, che ringrazia gli uscenti Valeria Cardinali e Gianpiero Bocci. I dem (che mercoledì presenteranno i loro candidati) reduci a Perugia da settimane di tensioni sui nomi da schierare nel collegio, oltre a ribadire che si impegneranno al massimo in vista del voto spiegano che «lo sforzo della segreteria cittadina e del partito sarà quello di restare sui contenuti sviluppando ulteriormente il dialogo con i territori e con la base». «Rimane, purtroppo, la delusione nel constatare – dicono i dem – come i nostri auspici di una pattuglia parlamentare perugina potenziata e plurale non abbiano trovato riscontro nello schema predisposto dal nazionale».
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Onorati di avere Renzi «Ciò premesso il partito di Perugia nel ringraziare tutti i nuovi candidati dei collegi del senato e della camera, così come quelli dei listini del proporzionale, si appresta a offrire a tutti loro pieno supporto, certi delle loro capacità. Siamo onorati di ospitare nella nostra regione la candidatura del segretario Matteo Renzi e siamo altresì lieti che il segretario regionale Giacomo Leonelli abbia raccolto le sollecitazioni del Pd di Perugia, mettendosi a disposizione per questa tornata elettorale. A lui e a Emanuela Mori che insieme rappresenteranno la città di Perugia va tutto il nostro ringraziamento e supporto». Le tensioni sullo sfondo, però, rimangono e dopo il 4 marzo, anche a seconda del risultato, si aprirà un’altra partita.
Twitter @DanieleBovi
