I genitori fuori dall'ufficio del sindaco la scorsa estate (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Niente. Il Comune tira dritto per la sua strada e bolla come inattuabile la proposta presentata dai genitori dei comitati mensa delle scuole di Perugia: «Non si può fare». Stavolta a spiegarlo è stato lo stesso sindaco Andrea Romizi, che ha ricevuto i genitori lunedì nel tardo pomeriggio dopo aver passato ore a risolvere la questione Gesenu.

Pareri Ebbene, quei genitori che avevano riposto una qualche speranza in questo confronto, sono stati costretti ad incassare un niet grosso e deciso che non lascia neanche un minimo margine di manovra. Secondo i pareri tecnici raccolti da palazzo dei Priori, la proposta dei genitori di costituirsi in associazione di volontariato per poter gestire ancora l’acquisto delle derrate alimentari dei loro figli è inattuabile. E su questa proposta sarebbe arrivato anche il parere dell’Anac, a cui il Comune ha chiesto numi.

Nuovo corso da settembre Ma i genitori hanno fatto redigere il testo da un avvocato e probabilmente proveranno ancora a sostenere la bontà e la fattibilità della loro proposta. Pur coscienti che potrebbe non servire a nulla e che il momento in cui dovranno decidere se partecipare alla stesura del capitolato per il maxi appalto per le scuole di Perugia si avvicina. Perché il Comune ha intenzione di far partire il nuovo corso da settembre, e i tempi sono decisamente contingentati.

Capitolato L’amministrazione ha quindi nuovamente invitato i rappresentanti dei genitori a far parte del gruppo che redigerà il capitolato e a partecipare ad un comitato che nel corso del prossimo anno monitorerà le cose per poi capire, al termine dell’anno scolastico, se è possibile apportare delle migliorie.

Genitori inascoltati A nulla sono valse le motivazioni dei genitori, che non accettano di vedersi scalzati da un colosso che dovrà provvedere all’acquisto di cibo per 3600 bambini perché «la gestione della mensa non è un servizio» e ci sono dei risvolti in termini di profitto economico, quando è cristallino che se loro lo facevano solo e unicamente per la salute dei loro figli, chi li sostituirà lo farà unicamente per lucrare.

Controllori di qualità Ma queste doglianze a palazzo dei Priori sono lettera morta. Anche perché, l’amministrazione vuole che i genitori siano controllori di qualità del cibo che finirà nelle mense dei lori figli. Che, a ben guardare, è esattamente una delle cose che fanno anche adesso, con una sola, non trascurabile, differenza: ora non c’è nessun appalto, se la qualità di un fornitore si abbassa, il comitato della scuola valuta e cambia negozio. Sarà semplice allo stesso modo far valere le proprie ragioni con il vincitore di un maxi appalto con cavilli e penali? La delusione, tra i tantissimi genitori che non chiedono altro che poter vigilare sulla qualità del cibo dei loro figli, è cocente.

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One reply on “Mense Perugia, il Comune tira dritto: «Le associazioni di genitori volontari non si possono fare»”

  1. con gli appalti ci pensera’ la camorra a dar da mangiare ai bambini…sarà il trionfo della salute. ci ricorderemo poi di chi e’ la responsabilità ?

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