di Daniele Bovi
Quaranta minuti per provare a tracciare la rotta dei prossimi cinque in cui si dovrà giocare «una legislatura all’attacco, che guardi con particolare attenzione a coloro che operano sulla frontiera del cambiamento e dell’innovazione, alla persona, agli imprenditori e ai lavoratori che creano valore, all’ambiente e al territorio». Di fronte al consiglio regionale martedì mattina la presidente della Regione Catiuscia Marini ha tenuto il discorso programmatico con le linee guida della legislatura che si è appena aperta, approvate nel pomeriggio con con 13 sì (Pd, Upu, SeR) e 8 no (Ricci presidente, Forza Italia, Lega nord, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle). Un discorso denso tra macro-scenari, numeri, obiettivi di medio e lungo periodo e l’annuncio di un paio di provvedimenti che dovranno vedere la luce a breve: uno, entro la fine dell’anno, che punterà a completare il percorso di riorganizzazione delle agenzie regionali e delle partecipate e un altro, a inizio 2016, per contenere il consumo di suolo e sulla riqualificazione edilizia.
Fase complessa Davanti a sé Marini vede «una fase complessa ma affascinante perché guidata da innovazione e spirito riformatore. Scelgo di stare dalla parte e degli innovatori e dei riformatori, rifuggendo i populismi e le scorciatoie». Una fase in cui servirà «studio e creatività, anche in campo amministrativo. Mi aspetto il contributo di tutti, e spero quest’assemblea sappia contaminarsi con quello che c’è lì fuori, sapendo interpretare bisogni e speranze». Quella appena è una legislatura che inizia sotto auspici diversi da quella precedente e da qui è partito il discorso della presidente: «Cinque anni fa – ha detto – giunta e maggioranza erano consapevoli che avremmo dovuto gestire una lunga fase di crisi. Ora in questa, alla luce di alcuni indicatori economici che ci fanno pensare che non siamo più sotto i colpi durissimi della crisi, dovremo rafforzare l’economia puntando alla creazione di più posti di lavoro».
Cinque ambiti Marini ha fatto riferimento al buon andamento dell’export, al fatturato in crescita per alcuni settori, alla «lieve discesa» del tasso di disoccupazione; se non è la luce in fondo al tunnel, quantomeno sono segnali positivi. Competitività, innovazione e lavoro, «risorsa Umbria», tutela della salute e coesione sociale, mobilità, infrastrutture e trasporti, riforma della pubblica amministrazione e agenda digitale sono i cinque ambiti di intervento indicati dalla presidente sui quali incidere attraverso «riforme coerenti». Il tutto in un quadro di sempre minori risorse che costringerà «ad un’ulteriore riduzione dei costi e delle spese» anche se si potrà contare su quelle garantite dai Fondi europei (circa 1,5 miliardi di euro, con 200 milioni di cofinanziamento regionale), «lo strumento più importante del quale disponiamo»; un’arma che anche in questo caso andrà usata per «spingere la capacità di innovazione e di ricerca delle imprese».
Nuova concertazione Come annunciato presentando la giunta settimane fa, cambierà anche il modello di concertazione con le parti sociali. Non più tavoli generali bensì «centrati su obiettivi strategici anche in co-decisione e in co-progettazione su materie come manifatturiero, cultura, internazionalizzazione, agricoltura e riforme». Luoghi dedicati «al raggiungimento di precisi obiettivi operando scelte in tempi rapidi». Marini nel suo intervento ha promesso, parlando di riforma della pubblica amministrazione, una Regione «casa di vetro in grado di fornire informazioni a cittadini e imprese», e ha annunciato anche il riassetto della partecipate e delle agenzie, che punterà ad una «agenzia multifunzionale della Regione Umbria, quale braccio operativo per tutti i servizi di supporto alla competitività delle imprese e del lavoro». Non scontato poi sarà il mantenimento in vita, «sul quale occorre riflettere», di un’agenzia come Gepafin.
Welfare e sanità Molto spazio è stato dedicato poi ai temi del welfare e della sanità. Marini ha fatto riferimento alla necessità di una «nuova coesione sociale» che sappia misurarsi coi nuovi bisogni della società, da costruire insieme a imprese con le quali «sperimentare l’innovazione». Quanto alla sanità, la sfida consiste nella sostenibilità economica del sistema e nel mantenere il suo carattere universalistico ma per farlo, e qui la mente va al dibattito che c’è intorno alla chiusura dei punti nascita, «tutti devono dare una mano sulle riforme, anche superando i localismi». Quattro saranno gli obiettivi strategici di legislatura: il nuovo Piano sanitario, l’attuazione del Piano di prevenzione 2014–2018, del patto della salute 2014–2016, il governo delle liste di attesa.
Infrastrutture Dal capitolo infrastrutture invece viene espunta la trasformazione della E45 in autostrada. Indicando le priorità Marini ha parlato infatti della manutenzione ordinaria e straordinaria del tratto umbro, dell’apertura della Perugia-Ancona, del completamento della Quadrilatero e della Terni-Orte senza dimenticare l’annosa vicenda del Nodo di Perugia. Quanto all’aeroporto, la presidente ha rimarcato la necessità di aprire ai privati, mentre per le linee ferroviarie le priorità sono «l’adeguamento della linea ferroviaria Foligno-Terontola e, insieme a Regione Toscana e RFI, una stazione dell’alta velocità in prossimità del confine regionale».
Formazione Strettamente collegato al tema dell’innovazione c’è quello della formazione e del diritto allo studio, «sul quale la Regione continuerà a fare la propria parte». «Abbiamo bisogno – ha detto Marini – di più laureati, di più lavoratori specializzati di competenze tecniche, scientifiche tecnologiche e digitali» ma anche di rivedere il sistema delle agenzie formative, che in Umbria sono 240 mentre in Emilia Romagna 80.
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