di Daniele Bovi
Il numero è lo stesso, due, ma a cambiare radicalmente è la geografia elettorale dell’Umbria che vede Perugia con Orvieto e Terni con Gubbio. Questo è quello che emerge dalla lettura delle ridisegnate circoscrizioni elettorali previste dall’«Italicum», la nuova legge elettorale che a breve inizierà il suo percorso parlamentare. Secondo le tabelle pubblicate oggi dal quotidiano Libero, che riporta le divisioni fatte dagli uffici di Montecitorio, i due collegi umbri (in totale l’Italia è divisa in 148) sono il 75 e il 76: il primo mette insieme Foligno, Gubbio e Terni e il secondo Città di Castello, Orvieto, Perugia Centro e Perugia-Todi. Una rivoluzione che stravolgerebbe l’attuale geografia, basata sulla divisione della regione in due circoscrizioni che ricalcano i confini delle due province, il cui destino è però segnato.
De Sio: una truffa Il primo a scagliarsi contro l’ipotesi è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio: «Che fosse un “Porcellinum” – scrive – ce ne eravamo accorti tutti ma la ripartizione delle circoscrizioni elettorali è una follia ed una truffa allo stesso tempo». De Sio parla di «specifica perversione» e vede «il tentativo da parte del Pd di modificare in tutta Italia a proprio vantaggio la composizione dei collegi». «Terni con Foligno e Gubbio – aggiunge – mentre Perugia va con Orvieto fotografa al meglio lo spirito del “neo porcellum”, dove candidati e territorio sono completamente avulsi dal rapporto con gli elettori e totalmente sottoposti alle volontà delle segretrie dei partiti».
Marini: follia Dalla sua pagina Facebook poi la presidente della Regione Catiuscia Marini commenta così: «I burocrati sono scesi in campo. Le follie di chi non conosce minimamente i luoghi, la storia, l’identità ma semplicemente non sa nulla».
