«Il ‘no’ al referendum rimette insieme il centrodestra di governo. Dopo gli errori che abbiamo fatto nel recente passato adesso abbiamo l’occasione della rinascita, della riscossa». Ne è certo Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ha partecipato a una conferenza stampa a Perugia per il lancio dei Comitati per il ‘No’ al referendum in Umbria. Con lui Catia Polidori e Fiammetta Modena.
Errore del Nazareno Brunetta ha fatto un mea culpa per gli errori di Forza Italia. «In quel novembre del 2011 – ha detto – Berlusconi non doveva rassegnare le dimissioni, lo spread era un imbroglio e contro il nostro governo c’era una congiura nazionale ed internazionale. Non dovevamo appoggiare il governo Monti e dividerci dalla Lega, non dovevamo fare il governo con il Pd di Letta, non dovevamo fare il patto del Nazareno con Renzi. Renzi è un imbroglione, affetto da azzardo morale, fa gli accordi sapendo gia’ di non volerli rispettare. E allora ‘no’ per ricostruire il centrodestra, ‘No’ per ricostruire Forza Italia. Se l’iniziativa di Parisi serve ad allargare il centrodestra o Forza Italia, ben venga, ma no ad altri inciuci. Serve chiarezza e nettezza. ‘No’ deciso al referendum per mandare a casa Renzi». Dopo il ‘no’, secondo Brunetta «arriveranno tutti i nostri ‘Sì’, i ‘Sì’ del centrodestra di governo. Sull’Europa, sull’immigrazione, sull’economia, sul fisco. Siamo pronti a governare il Paese. Ripartiamo dai territori, dalla nostra gente, dai nostri elettori da riconquistare. Non ci sono papi stranieri che con la bacchetta magica vengono e pensano di risolvere tutti i nostri problemi. Noi siamo un grande partito con una storia, con un presente e con un futuro».
Italicum Brunetta ha poi parlato di una «voce» cioè «che il 4 ottobre la Corte costituzionale sia pronta a bocciare, in parte o in toto, l’Italicum. Corre voce che ci sia qualcuno che stava al Colle prima di Mattarella che stia brigando per far bocciare solo il secondo turno, depotenziando l’Italicum, il suo combinato disposto con la riforma della Costituzione, e favorendo cosi’ il ‘Sì’. Un disegno preciso e perverso. Ricordo che Renzi ha messo per tre volte la fiducia sulla legge elettorale. Se l’Italicum viene dichiarato incostituzionale dalla Consulta Renzi dovrebbe andare a casa, Renzi verrebbe bocciato insieme alla sua legge elettorale. Sappiamo già che in ogni caso non lo farà ed anzi cercherà di sfruttare la situazione per proporre modifiche alla legge elettorale prima del voto referendario. Mai, Forza Italia non accetterebbe mai questo ennesimo imbroglio. Mai. Prima il voto al referendum, prima la vittoria del ‘No’, e solo dopo una nuova legge elettorale. Renzi si tolga dalla testa l’idea di voler dare le carte nella partita della nuova legge elettorale. Sarà il Parlamento a decidere dopo che Renzi sarà andato viac».
