di Iv. Por.

Il Pd ha perso le elezioni, su questo non c’è dubbio. A vincerle sono stati il Movimento 5 stelle e il centrodestra, la Lega in particolare. Ma al centro del tam tam mediatico resta il Partito democratico, quasi come fosse una maledizione. Una auto-maledizione, perché a innescare il tutto è stato il segretario dimissionario Matteo Renzi che, con la sua conferenza stampa il giorno dopo il voto, ha attaccato apertamente una parte del partito che sarebbe pronta a dialogare con Luigi Di Maio per la formazione di un governo pentastellato con l’appoggio (indispensabile da punto di vista numerico) dei dem.

#senzadime Renzi per primo ha lanciato l’hashtag #senzadime, balzato nel giro di poco tempo in cima ai trending topic di Twitter è stato proprio l’ex segretario Renzi. E tanti militanti si sono accodati, marcando le distanze dal movimento che li ha insultati fino al giorno prima. C’è anche da dire, al contrario, che una parte dei militanti vedrebbe di buon occhio un’alleanza col M5s, pur di non far nascere un esecutivo Salvini.

Marini Tra i leader politici umbri, chi si è schierata tra i primi è la presidente Catiuscia Marini, che alle 16.30 parlerà in conferenza stampa. «Se qualcuno pensa ad alleanza Pd-M5s – scrive su Facebook e Twitter – noi vogliamo referendum iscritti». E, ancora, a chi come l’esponente dem orvietano e il sindaco di Parrano Valentino Filippetti, le fa notare che «5 stelle e Salvini non sono la stessa cosa», replica: «Io sono 3 anni che prendo insulti dai 5 stelle su Pd e nostri governi. Sono anti europeisti, demagogici e con proposte molte delle quali da noi assolutamente non condivise. Per altro il Pd dovrebbe partecipare ad un governo che ha come obiettivo eliminare tutte le riforme fatte dal Pd. Suvvia siamo seri. Stare all’opposizione come hanno voluto gli elettori è la cosa migliore e ci darà pure consenso».

Ascani: «No autodistruzione» Non ha usato l’hashtag ma si è schierata tra i primi, replicando anche duramente a Zanda che criticava Renzi, è l’altotiberina Anna Ascani. «Mi sono persa un passaggio – scrive sui social – posto che, come si è capito, io sono contrarissima all’ipotesi, esattamente quand’è che Di Maio ha chiesto al Pd di stare al governo con lui? Chi vince ha l’onere della proposta». E poi: «Ai sostenitori dell’appoggio Pd ad un governo guidato da Di Maio (esterno perché giustamente i grillini nel governo quelli del pd – mafiosi, ladri, corrotti – non ce li vogliono) ricordo sommessamente che il loro programma consiste sostanzialmente nel cancellare quello che abbiamo fatto noi. Autocritica va bene, ma eviterei l’autodistruzione, ecco».

Guasticchi: «Opposizione per rinascere» Anche il consigliere regionale umbro Marco Vinicio Guasticchi, in una riflessione su Facebook si è schierato adoperando una metafora botanica: «Sono sicuro che da questa sconfitta partirà una nuova fase politica che non potrà certo passare per inciuci o alleanze innaturali. Siamo opposizione a livello nazionale e dovremo fare opposizione convinti più che mai che la piena del fiume spezza la quercia secolare ma salva il flessuoso giunco pronto a riergersi più forte che mai».

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One reply on “Governo M5s-Pd, tanti dem umbri si schierano #senzadime. Marini: «Vogliamo referendum»”

  1. Mi sembra incredibile promuovere una mobilitazione contro una ipotesi osteggiata da tutti: nessuno nel Pd, a parte Emiliano e Boccia, ha sostenuto di aprire un dialogo con i 5s. Nessuno dimentica ciò che accadde nel 2013 e gli scontri e le polemiche di questi anni. Le nostre visioni e le nostre prospettive sono alternative.
    Non vorrei però che dietro le parole di Renzi e le uscite dei suoi sostenitori ci fosse il solito gioco, che abbiamo già visto dopo il Referendum: aprire surrettiziamente un nuovo fronte (la scontro tra favorevoli o contrari all’ipotetico accordo con i 5s) per non affrontare seriamente il dibattito sulla storica è drammatica sconfitta della sinistra.

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