«Il patto di stabilità interno cui devono sottostare le spese finanziate con i cofinanziamenti nazionali e regionali ai fondi strutturali Ue possiamo cambiarlo, trovando noi una soluzione senza dover contrattare nulla con Bruxelles, purché alla fine si rispettino i parametri complessivi della spesa». A dirlo è la presidente della Regione Catiuscia Marini in un’intervista al Sole 24 Ore a proposito della programmazione dei fondi Ue 2014-2020, partita della quale la presidente è coordinatrice per la Conferenza delle Regioni. «Nella spesa dei fondi europei – dice ancora la presidente – sottostiamo a due regole contrastanti: da una parte ci si dice di spendere tanto e velocemente, dall’altra abbiamo regole per cui dobbiamo spendere meno e lentamente».

L’intervista A proposito delle regole europee sul deficit Marini osserva che «il Governo ha aperto una partita con la commissione e con i partner europei sulla flessibilità. La prima flessibilità che dovrebbe essere accordata da Bruxelles è tutto ciò che ruota intorno ai fondi strutturali». Nella nuova fase di programmazione dei fondi secondo la presidente «certamente c’è preoccupazione per i tempi. Abbiamo già inviato i programmi operativi regionali a Bruxelles alla scadenza del 22 luglio, ma se non si conclude l’accordo tra Governo e Commissione sul quadro complessivo degli interventi, non si potrà partire. E ancora una volta partiremo in ritardo e dovremo spendere in cinque anni quel che si dovrebbe spendere in sette, perché il 2014 di fatto è già andato e il primo anno di operatività ha sempre una spesa molto lenta».

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