«Ennesima batosta per il Comune di Foligno già pesantemente colpito da una crisi politica e finanziaria perenne che ingessa l’operato della giunta. Ma la questione va chiarita in ogni suo aspetto, a partire dalle responsabilità dell’amministrazione comunale». E’ un commento duro quello che i consiglieri del M5s diffondono a qualche giorno dalla sentenza sull’ex Zuccherificio con cui il Tar dell’Umbria ha dato ragione a Coop Centro Italia riconoscendogli il risarcimento del danno cagionato dall’ente ora chiamato a risarcire le opere di urbanizzazione eseguite nell’area, si parla di almeno 3 milioni di euro ma entro 90 giorni è attesa la quantificazione documentata, ferma restando la possibilità di risolvere bonariamente tra le parti la questione. Soluzione a cui, inevitabilmente, guarda il sindaco Nando Mismetti. Ma la tegola è pesante e le reazioni dai banchi dell’opposizione non tardano. In una nota congiunta la consigliera regionale Maria Grazia Carbonari e quelli comunali Fausto Savini e Valentina Ferrari scrivono: «Non intendiamo fare dietrologia, né tanto meno speculare politicamente su questa vicenda assurda – scrivono – ma riteniamo che se da parte del Comune di Foligno vi fosse stata una maggiore responsabilità e trasparenza nei processi amministrativi forse non si sarebbe arrivati alla grave impasse che, come è solito accadere, forse pagheranno i cittadini di Foligno. Ancora è prematuro parlare di danni per l’amministrazione di Foligno o di responsabilità della stessa, ma nel caso in cui verrà seguita la strada di un accordo bonario – vanno avanti i consiglieri M5S – pretenderemo che la fase di negoziazione e i contenuti dello stesso siano segnati dalla massima trasparenza e condivisione. Per fare solo un esempio nella precedente sentenza 676 del 28 ottobre sempre del Tar determinava che ‘le opere di urbanizzazione non sono state iniziate, se non a livello embrionale’ e pertanto – dicono – appaiono a nostro modesto avviso eccessive le richiesta di 3 milioni. Il sindaco Mismetti – concludono i pentastellati – deve ricordarsi che non si tratta di un accordo “privato” che due uomini d’affari negoziano per le proprie imprese, ma che lui è amministratore dei denari dei cittadini, i quali hanno tutto il diritto di partecipare alle decisioni di cui poi subiranno gli effetti».
Foligno, M5s dopo la sentenza sull’ex Zuccherificio: «Chiarezza su responsabilità»
