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«Studenti e studentesse convocati dalla Digos e scoraggiati a organizzare e partecipare alle mobilitazioni». Il presunto episodio ai danni di alcuni rappresentanti d’istituto è stato riportato dalla consigliera Sara Tiberi di Foligno in Comune in consiglio comunale. Il sindaco Stefano Zuccarini ha risposto in un video social, scatenando le reazioni degli utenti: «La vera violenza è non dare solidarietà alle forze dell’ordine» ha detto. Dalla questura di Perugia, contattata da Umbria24, negano però che ci sia stata alcuna convocazione degli studenti, «né da parte della Digos, né da parte della divisione del commissariato di Foligno».

La denuncia di Tiberi risale al consiglio comunale del 29 ottobre, durante la discussione della mozione urgente di «ferma condanna ai gravi episodi di violenza nel corso delle recenti manifestazioni del 17 e 18 ottobre 2026 e solidarietà alle vittime e pieno sostegno alle forze dell’ordine» presentata dai consiglieri comunali Barbara Di Nicola, Nicola Badiali, Michele Bortoletti e Daniela Flagiello (Forza Italia). La consigliera Tiberi, dopo aver contestato l’urgenza «per fatti presunti in parte accaduti a 400 km di distanza», ha ribadito la presa di distanze dagli episodi di violenza, che ha definito «atti isolati di alcuni manifestanti che si sono distanziati rispetto a gran parte dei giovani di questo Paese che sta manifestando e continua a farlo in alcune città. Si parla di furia vandalica e di guerriglia urbana non considerando tutta la protesta che è essenzialmente pacifica».

Ma una volta contestato il merito della mozione, Tiberi ha denunciato un episodio accaduto ai danni dei rappresentanti delle scuole superiori di Foligno, i quali sarebbero stati «convocati, prima che ci fosse qualsiasi manifestazione, dalla Digos», «intimoriti» e sarebbe stato detto loro che «probabilmente è meglio che non manifestino, è meglio che non occupino, meglio che non facciano forme di protesta, altrimenti avranno delle sanzioni. Una cosa che ritengo abbastanza pesante per ragazzi di 16, 17 e 18 anni».

La consigliera che lavora come insegnante, sentita da Umbria24, ha riportato di aver ritenuto «importante e necessario riferire in consiglio» l’episodio difficile che le era stato confidato dai rappresentanti. Gli studenti, perlopiù minorenni, ricostruisce la consigliera, «erano in campagna elettorale nel loro istituto e mi hanno detto che la Digos li ha contattati perché voleva essere sicura che la campagna non scaturisse in occupazione. I ragazzi si sono ovviamente sentiti intimoriti per qualcosa a cui non avevano neanche pensato». A Umbria24 non sono stati forniti i nomi degli istituti coinvolti né quelli degli studenti, circostanza che non ha consentito alla redazione di contattarli direttamente per verificare il racconto.

In consiglio, Tiberi ha concluso il suo intervento sottolineando che «la solidarietà alle forze dell’ordine sia chiaramente necessaria», ma aggiungendo anche che si possa dimostrare meglio con azioni concrete per migliorare la situazione difficile, ben nota, in cui si ritrovano a lavorare le forze dell’ordine e non semplicemente votando una mozione di condanna. «Dire che 14 rappresentanti delle forze dell’ordine sono stati feriti è corretto, – ha aggiunto – ma dire che non c’è stato nessun manifestante che ha riportato delle ferite è una cosa gravissima, perché significa dichiarare una falsità».

La risposta da parte del sindaco Stefano Zuccarini è arrivata via social, in un video in cui estrapola l’intervento: «La consigliera Tiberi – dice – ha affermato che la Digos avrebbe convocato i rappresentanti di istituto per intimorirli e per dirgli di non manifestare. Il vero scandalo è questo, la vera violenza sta nel non condannare le violenze di piazza e nel non dare la solidarietà alle forze dell’ordine. Io condanno sempre le violenze di piazza, senza se e senza ma, e difendo sempre le forze dell’ordine, senza se e senza ma».

Anche Rifondazione comunista Umbria in una nota esprime «piena solidarietà» alla consigliera e agli studenti. «Attaccare chi solleva il problema, anziché chiedere chiarezza e tutelare i giovani, è un errore politico e istituzionale – si legge nel comunicato a firma del segretario Franco Cesario – Ma non possiamo considerare questo episodio isolato dal clima che si sta progressivamente affermando in alcune realtà umbre». Cesario prende ad esempio il comportamento del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, «che ha fatto dell’aggressività verbale, della delegittimazione del dissenso e dello scontro con chi lo critica un tratto ricorrente della propria azione pubblica». Delegittimare o intimidire chi critica impoverisce la democrazia, continua Cesario, sottolineando un problema politico e culturale: «La partecipazione giovanile non è una concessione di chi governa e non può essere subordinata al gradimento di un sindaco, di un ministro o di un dirigente scolastico». Il partito chiede quindi che sia fatta chiarezza sull’episodio.

Una risposta che ha generato una pioggia di polemiche sui social. Foligno in Comune, lista a cui appartiene anche Tiberi, in un post critica la scelta del sindaco «di personalizzare, di ironizzare, di delegittimare» i consiglieri Tiberi e Bravi, anziché esprimere «solidarietà e difesa seria, un gesto di vicinanza a tutela della libertà di manifestazione» e di «mettere alla gogna i consiglieri comunali per aver fatto il proprio lavoro».