di Daniele Bovi

Per entrare in Consiglio regionale occorrono le preferenze, e ognuna di queste è «costata» ai trenta consiglieri eletti cinque euro. Per la precisione 4,8 euro. E’ quanto viene fuori incrociando il numero di voti raccolti dai singoli candidati con i dati delle rendicontazioni delle spese elettorali sostenute dai consiglieri eletti nell’ultima tornata del 28 e 29 marzo 2010. Sono stati infatti 558.184 gli euro spesi da tutti i candidati che hanno raccolto un totale di 115.486 preferenze, dal recordman Vincenzo Riommi (Pd, 7.536 voti) all’ultimo della lista, la camicia verde Gianluca Cirignoni (674 voti).

In media 20mila euro di spese In media ogni candidato consigliere ha speso quasi 20mila euro tra santini, spot, manifesti, distribuzione di materiale, cene, aperitivi e così via. Il record appartiene a Silvano Rometti (Ps) con 39.995 euro, mentre la più parsimoniosa è stata Sandra Monacelli (Udc), che con soli 842 euro di «investimento» ha portato a casa 1776 preferenze. Fabrizio Bracco (Pd), Paolo Brutti (Idv) e Roberto Carpinelli (ex Pdci, ora in viaggio verso nuovi lidi) non hanno invece speso neanche un euro per la campagna elettorale visto che erano stati inseriti nel listino del presidente che garantisce l’elezione diretta senza passare dal via. Coloro invece che hanno deciso di fare campagna elettorale, pur essendo stati inseriti nel listino, sono stati Lamberto Bottini (Pd, 19.536 euro), Gianluca Rossi (Pd, 10.514 euro), il già citato Rometti e, ovviamente, la candidata presidente Catiuscia Marini (Pd, 30.154 euro).

Pdl, record per Fiammetta Modena In casa Pdl il record, per ovvi motivi, appartiene a Fiammetta Modena (32.386 euro), scelta dal suo partito per contendere la poltrona di presidente a Catiuscia Marini, tallonata da Andrea Lignani Marchesani (30.970 euro). Ultimo della lista invece Massimo Monni con 6.140 euro. Tolta Catiuscia Marini, nel Pd i maggiori «investimenti» sono stati fatti da Vincenzo Riommi e Eros Brega, che rispettivamente con 28mila e 26mila euro hanno raccolto oltre 14mila preferenze.

Cosa dice la legge Le rendicontazioni dei candidati, così come impone una legge del 1993, vanno consegnate al Collegio  regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’Appello entro tre mesi dalla proclamazione. A metà novembre, su oltre 300 candidati, mancavano all’appello circa 50 rendicontazioni. Il limite di spesa imposto per ogni candidato è di circa 35mila euro, e se un candidato ha intenzione di spenderne più di 2.582 ha l’obbligo di nominare il cosiddetto mandatario elettorale, ossia un uomo di fiducia che ha due compiti ben precisi: fare da tramite nella raccolta di fondi e registrare tutte le operazioni avvalendosi di un unico conto corrente, bancario o postale.

Quattro conti in tasca Fare quattro conti e capire se un consigliere ha speso più o meno di 2.582 euro è abbastanza semplice. Se, per esempio, sul santino di un candidato appare la scritta «mandatario elettorale: il candidato», significa che il nostro aspirante consigliere ha intenzione di andare al risparmio. Il che per alcuni è vero. Molti candidati infatti sono stati dei semplici «riempi-lista» e le risorse da loro investite sono state effettivamente esigue. Altri però hanno invaso i muri, e un elenco dei possibili trucchetti per aggirare i tetti di spesa è possibile farlo. Qualche candidato ha spiegato le proprie vele pubblicitarie in giro per le città dell’Umbria per molto tempo. Vele che costano 1.000-1.300 euro a settimana. Poi ci sono i manifesti. Cinquecento 100 x 70 costano suppergiù 300 euro.

Santini e lettere Chi se ne intende sostiene che per essere «presenti» tutti i giorni sulle plance di Perugia città occorreva averne almeno duemila. Un big ne ha stampati dai 6 ai 10mila. Ovviamente questa mole di carta deve essere appiccicata da squadre di attachini, e c’è chi ricorre al nero e chi alle agenzie specializzate. Il costo in nero si aggira sui 2-300 euro a settimana più benzina. Poi ci sono le lettere alle famiglie. Il plico a volte può arrivare da associazioni che appoggiano il candidato. Il prezzo della missiva in questo caso è pieno (60 centesimi invece che gli 0,04 centesimi della tariffa agevolata), ma tanto paga l’associazione.

Santini e pieghevoli Poi ci sono santini e pieghevoli. Centomila santini costano suppergiù 8-900 euro. I big ne hanno stampati anche 300mila e più. Centomila pieghevoli, tutti belli e a colori, costano circa 1.400 euro. La strategia mediatica di un candidato poi non poteva dimenticare le tv: sei passaggi da 30 secondi sulle tv locali sono costati indicativamente 800-1.000 euro. Poi, volendo, ci sono i giornali. Una piccola manchette costa in media sui 200 euro (ad uscita), una pagina intera tre o quattro giorni consecutivi sui 2mila euro. I più alla moda poi hanno anche ricorso all’opzione Facebook che offre due modalità di pagamento: un dollaro ogni mille click oppure un centesimo di dollaro a click. Più clicchi e più il candidato paga.

Altri trucchetti Altri trucchetti, mettendo da parte cene, pranzi e cocktail, possono riguardare feste, affitti di vele pubblicitarie o di sedi dei comitati elettorali. In quest’ultimo caso è possibile che mentre l’affitto viene pagato in nero alla luce del sole risulti un comodato d’uso gratuito. Della serie il candidato è un mio amico e gli presto un garage o un appartamento. Una vela poi può essere affittata, per esempio, da un amico del candidato: in questo caso si perde l’Iva agevolata (che per i candidati in campagna elettorale è al 4%) ma nulla appare nella rendicontazione finale depositata in Corte d’Appello. Un ultimo caso può essere quello relativo all’organizzazione di una festa. Qui è possibile che il suddetto party venga organizzato e «offerto» da un’associazione che appoggia il candidato. Candidato che, casualmente, è poi l’invitato principe di quella festa.

LA LISTA COMPLETA

LUCA BARBERINI (Pd) 21.509 euro (6793 voti)
LAMBERTO BOTTINI (Pd) 19.536 euro (listino)
FABRIZIO BRACCO (Pd) Nessuna spesa (listino)
EROS BREGA (Pd) 26.304 euro (5908 voti)
PAOLO BRUTTI (Idv) Nessuna spesa (listino)
MASSIMO BUCONI (Ps) 13.189 euro (2582 voti)
ROBERTO CARPINELLI (Pdci) Nessuna spesa (89 voti)
FERNANDA CECCHINI (Pd) 18.129 euro (5882 voti)
CHIACCHIERONI GIANFRANCO (Pd) 20.836 euro (7131 voti)
CIRIGNONI GIANLUCA (Lega Nord) 3.556 euro (674 voti)
ALFREDO DE SIO (Pdl) 17.501 euro (5569 voti)
OLIVIERO DOTTORINI (Idv)  30.173 euro (4357 voti)
FAUSTO GALANELLO (Pd) 9.359 euro (4103 voti)
ORFEO GORACCI (Prc) 9.758 euro (3652 voti)
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Pdl) 30.970 euro (6168 voti)
RENATO LOCCHI (Pd) 24.698 euro (3914 voti)
MASSIMO MANTOVANI (Pdl) 22.150 euro (5549 voti)
CATIUSCIA MARINI (Pd) 30.154 euro
FIAMMETTA MODENA (Pdl)  32.386 euro
SANDRA MONACELLI (Udc) 842 euro (1176 voti)
MASSIMO MONNI (Pdl) 6.140 euro (4749 voti)
RAFFAELE NEVI (Pdl) 18.673 euro (5638 voti)
VINCENZO RIOMMI (Pd) 28.892 euro (7536 voti)
SILVANO ROMETTI (Ps) 39.995 euro (4110 voti)
MARIA ROSI (Pdl) 24.185 euro (4229 voti)
GIANLUCA ROSSI (Pd) 10.514 euro (listino)
ANDREA SMACCHI (Pd) 7.655 euro (5636 voti)
DAMIANO STUFARA (Prc) 26.847 euro (3151 voti)
FRANCO TOMASSONI (Pd) 22.550 euro (5225 voti)
ROCCO VALENTINO (Pdl) 20.000 euro (4713 voti)
FRANCO ZAFFINI (Fli) 21.683 euro (6441 voti)

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