Leonardo Miccioni (foto Fabrizi)

«Le scelte nel merito sono frutto di un tavolo nazionale sul quale non è mai arrivata una proposta rispetto agli alleati locali». Giustifica così, il segretario provinciale del Partito democratico di Perugia, Leonardo Miccioni, l’estromissione dalle candidature in posti eleggibili, che tanto ha fatto infuriare gli alleati, tanto che i Socialisti umbri hanno rinunciato a candidarsi nella lista Insieme e hanno pubblicamente dichiarato che non parteciperanno alla campagna elettorale. Tocca a lui rispondere il giorno dopo la conferenza stampa, promettendo l’apertura di un tavolo programmatico.

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Disimpegno regalo a populismi «Nei prossimi 30 giorni – spiega Miccioni – dobbiamo costruire una campagna elettorale di alto profilo, perché non possiamo permetterci di consegnare il Paese a populismi che costruiscono il proprio orientamento sondando la pancia degli italiani o alle destre, che ci hanno portato sull’orlo del baratro e che propongono ricette ineguali e reazionarie. Ecco perché il braccio di ferro di alcuni alleati sulle candidature agli uninominali appare non solo intempestiva ma anche fuori luogo rispetto alla complessità della sfida. Un disimpegno meditato sarebbe incomprensibile, ma non solo a noi, più in generale agli elettori di centrosinistra che ci chiedono risposte e si aspettano una battaglia vera contro le destre e contro il pressapochismo dei Cinquestelle, e rischierebbe di fare un regalo a chi specula sulle nostre paure e fa del populismo la cifra del suo fare politica».

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Tavolo di coalizione Miccioni sottolinea come le scelte delle candidature «sono frutto di un tavolo nazionale sul quale non è mai arrivata una proposta rispetto agli alleati locali», mentre «è evidente il protagonismo delle forze politiche vicine al Pd nei percorsi politici regionali e nel governo dell’Umbria – nonostante le scissioni degli ultimi anni ne abbiano in parte ridotto il peso elettorale» per cui «il progetto di governo per l’Italia e per le nostre comunità deve andare ben al di là delle vicende dei singoli». L’impegno del Pd è che «già nei prossimi giorni – assicura Miccioni – rilancerà un tavolo di concertazione con tutte le forze rappresentative della coalizione, per mettere al centro i programmi e i progetti per l’Umbria e per il Paese, ed è del tutto evidente che ci aspettiamo che a quel tavolo sieda anche il Psi, che è già a tutti gli effetti in una coalizione di governo in Umbria e che risulterebbe incomprensibile se non replicasse la stessa scelta in un impegno locale per una campagna nazionale, per continuare a guardare avanti insieme».

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Risposta a Prisco Intanto il gruppo consiliare del Pd al Comune di Perugia e la segreteria comunale rispondono a un’altra conferenza stampa: quella di Emanuele Prisco, candidato nel collegio di Perugia alla Camera per Fratelli d’Italia. «Abbiamo letto con stupore – scrivono – le dichiarazioni dell’assessore Prisco dove parla, a sproposito, di mala gestione regionale contrapposta al buongoverno perugino. Ci sembra quanto mai campata per aria questa analisi fatta dall’esponente di Fratelli d’Italia ed infatti, è bene ricordare come Perugia possa beneficiare di importanti finanziamenti per opere pubbliche solo grazie all’impegno della Regione Umbria». Fatto l’elenco dei finanziamenti, il Pd sottolinea come «forse l’assessore Prisco dimentica che la Giunta di cui fa parte pensa di svendere i gioielli di famiglia come le farmacie comunali per fare cassa e dimentica anche i rilievi espressi dalla Corte dei conti riguardanti le anomalie e le irregolarità nella redazione del Bilancio comunale visto che la Corte stessa nella sua relazione sostiene che è stata favorita l’evasione e l’elusione fiscale e che sono stati incrementati gli interessi per gli anticipi di cassa».

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3 replies on “Elezioni, Pd risponde ai socialisti: «Scelte fatte dal nazionale. Disimpegno favorisce destra e M5s»”

  1. La sinistra nn e in grado di governare dopo anni che ci guida ecco i risultati e ora di cambiare …solo tasse e casini. Da questi ignoranti della politica.. basta con la casta fuori. Devono sparire e piu di qualcuno in galera…

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