Luca Barberini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo lo strappo sulla nomina dei direttori regionali della sanità e l’incontro notturno con il sottosegretario Gianpiero Bocci e i consiglieri regionali a lui vicini, Luca Barberini ha deciso di dimettersi da assessore alla sanità. Le dimissioni sono state preannunciate in mattinata al capogruppo Pd Gianfranco Chiacchieroni. Inutile il tentativo di dissuadere l’ormai ex assessore fatto in mattinata dal segretario regionale del partito Giacomo Leonelli. Un Barberini che fra le altre cose contesta duramente la nomina a direttore regionale dell’area sanità di Walter Orlandi. Eloquente a proposito il tweet delle scorse ore dell’ormai ex assessore, che posta la foto del suo cane scrivendo «Questo è Nelson, l’unico cane da guardia che ho. Non sento il bisogno di averne altri», mentre in una lettera alla giunta si parla di un venir meno del «rapporto fiduciario». In mattinata, al Broletto, c’è stato il saluto di Barberini al suo staff, al quale ha voluto rendere noto il suo gesto prima di comunicarlo alla stampa, spiegando di aver portato avanti una battaglia per il rin2novamento e non per le poltrone.

IL BRACCIO DI FERRO SU USL 1 E ORLANDI

Il post dell’ex assessore A Facebook poi, in attesa della conferenza stampa che ha convocato per giovedì alle 11 a palazzo Cesaroni, Barberini ha affidato le sue osservazioni le sue osservazioni: «Poco fa – spiega – ho firmato la lettera delle dimissioni da assessore regionale a sanità, coesione sociale e welfare, con effetto immediato. In questi mesi di legislatura c’è stato, da parte mia, un impegno totale e assiduo, in un confronto costante con le persone e i territori in settori delicati e strategici come il sociale e la sanità, che toccano direttamente la vita di tutti i cittadini. Ho incontrato tanta passione, tante risorse e tante persone con la voglia di costruire tutti insieme qualcosa di diverso che ponesse fine alle vecchie abitudini e portasse l’Umbria sulla strada del cambiamento, con una nuova politica, nuovi strumenti, nuovi principi, etica e valori. Purtroppo non è stata interpretata la necessità di cambiare per migliorare la cose.  Non può essere considerato un cambiamento, ad esempio, la volontà di trasferire una persona (della quale non metto in dubbio le qualità), che dagli anni Novanta esercita funzioni apicali nel complesso mondo della sanità, al governo e all’indirizzo di tutto, sopra gli stessi direttori generali assegnandogli la funzione di direttore regionale dell’intera area della sanità, del welfare e di tutto il personale. Non penso di avere bisogno di cani da guardia. E’ venuto meno un rapporto di reciproca fiducia e lealtà all’interno della Giunta. Non si possono fare scelte così importanti, come quelle dei direttori generali, senza ascoltare l’assessore delegato in materia sulle esigenze espresse dalla comunità: ricadono troppo direttamente sulla vita dei cittadini. Su sanità e sociale non possiamo più vivere di ricordi e risultati conseguiti nel passato, serve un cambio di passo.  Ritengo che le prese di posizione arroganti, sia nella politica che nella vita, non paghino. La battaglia per il cambiamento e l’innovazione, la spinta propulsiva che ho cercato di portare interpretando la voce e i bisogni della comunità umbra, proseguiranno in altri ruoli con rinnovato vigore. Vedremo in Consiglio regionale chi avrà davvero voglia di reggere le importanti sfide che avremo davanti nei prossimi mesi.  Continuerò a garantire – conclude – il mio impegno a servizio degli umbri. In un mondo dove tutti si distinguono per restare sempre incollati alla “poltrona”, con questa mia decisione voglio anche dimostrare che questa non è tutto e che gli interessi generali della comunità, i principi e gli ideali vengono prima di tutto il resto».

LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO E IL PRESSING SU BARBERINI

Parla la presidente «Sono dispiaciuta e rammaricata» dice in una nota la presidente Catiuscia Marini, che annuncia di voler tenere anche lei una conferenza stampa nei prossimi giorni e che contesta la ricostruzione fatta da Barberini: «Non corrisponde alla verità del confronto di merito che si è tenuto all’interno della Giunta regionale nella sua collegialità. La volontà di salvaguardare l’autonomia della Giunta regionale da ogni pressione o ingerenza esterna nelle scelte dei direttori, i cui profili professionali fossero corrispondenti agli interessi generali dei cittadini e della sanità regionale – aggiunge la presidente – è stata condivisa da tutti i membri della Giunta che si sono voluti ispirare esclusivamente a criteri di merito e competenza dei nuovi direttori e anche di un rinnovamento basato sulle loro capacità professionali e tecniche. Spero che con più calma, sarà possibile, anche insieme a Luca Barberini, avviare un confronto sereno per ricostruire in maniera corretta le posizioni di ciascuno». Tra gli assessori poca la voglia di parlare, ma a microfoni spenti si sottolinea il fastidio per quello che viene definito «un atteggiamento da vittima» da parte di Barberini. Un Barberini che, come visto, critica duramente la nomina di Orlandi mentre dall’esecutivo si offre un’altra ricostruzione: «Hanno cercato – dicono – di fare la mossa del cavallo portando Orlandi alla direzione e poi provando a piazzare due fedelissimi alle Usl come Fiaschini e Valorosi. Un mercanteggiamento che nessuno ha voluto accettare». Insomma, al momento è muro contro muro e della vicenda si sta interessando anche Roma: in particolare è il cellulare del vicesegretario Lorenzo Guerini a ricevere molte chiamate dall’Umbria. Quanto alla presidente, nel pomeriggio ha in agenda la visita in un’azienda e poi un incontro con Brunello Cucinelli sul Teatro stabile dell’Umbria.

LE NOMINE E IL RACCONTO DI UN GIORNO DI TENSIONI

Chiacchieroni e Leonelli «Molto amareggiato» si dice Leonelli, che da una parte ricorda le «prerogative» esercitate dalla presidente Marini, e dall’altra parla di «fibrillazioni interne al Pd che, sarebbe inutile nasconderlo, non rappresentano affatto una pagina straordinaria della vita politica e istituzionale della nostra regione». Il segretario ricorda che l’ex assessore è «una risorsa significativa per il governo dell’Umbria» e promette che lavorerà per ricucire lo strappo». Anche perché all’esterno i cittadini «non capiscono e contestano divisioni basate su personalismi ed equilibri interni». Oltre alla presidente a intervenire è il capogruppo dei dem Chiacchieroni, pronto ad avviare un confronto dentro il Pd e in maggioranze e che chiede a Barberini di ripensarci «per riprendere quell’azione positiva per l’Umbria che ha condotto fino ad oggi nella guida di un importante e difficile assessorato come quello della sanità e del welfare». «Sono determinato – aggiunge – a lavorare affinché si possa tornare ad un rapporto di piena fiducia e collaborazione all’interno della Giunta regionale, superando le incomprensioni».

Ulteriori aggiornamenti nel corso del pomeriggio

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Sanità, Barberini si dimette: «Venuta meno la fiducia». Marini: «Ricostruzione non veritiera»”

  1. anche nel gesto estremo delle dimissioni è stato eterodiretto dall’onnipresente sottosegretario. c’è da riflettere.

  2. Rispetto per Barberini, un uomo che davanti all’ennesima messa in scena ha avuto la dignità di chiamarsi fuori !!!

  3. Forse qualcosina bisognava dargli,viste le deleghe ricevute.Certo sembra sia stato molto ingenuo a proporre ad ex militanti del PCI,in genere scafatissimi, un nome azzardando una mossa del cavallo anni ’70,come viene definita in questo articolo.
    Quelli l’hanno incassata gratuitamente e sono andati avanti a testa bassa.

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