Il giorno dopo le dimissioni di Luca Barberini da assessore alla sanità, la linea delle opposizioni in consiglio regionale non cambia: in sintesi, Catiuscia Marini venga in aula, si verifichi se c’è ancora una maggioranza e poi si torni alle urne. In prima fila ad ascoltare le parole dell’ormai ex assessore c’è il portavoce del centrodestra Claudio Ricci, quasi a voler smentire con la sua stessa presenza le voci su un contatto tra lui e la presidente Marini in vista di un futuribile appoggio. Un Ricci che, ascoltata l’intervista a Catiuscia Marini, sostiene che «quel termine, “ricatto”, ponga fine a questa legislatura dopo che in mattinata avevano aleggiato le parole “arroganza” e “spartizione”. Nella scelta dei dirigenti della sanità non c’è stato alcun cambiamento mentre si è applicato il solito criterio della spartizione di potere, che la gente non vuole più, senza badare a merito e curriculum». L’ex sindaco di Assisi chiede quindi che sia ridata voce agli umbri e che si torni al voto: «Prepariamoci tutti – dice – a cambiare politica, persone e metodi. Nelle prossime giornate in Umbria occorrerà creare una grande iniziativa in Umbria contro questo sistema che ha fatto implodere la Regione e le prospettive di sviluppo socio economiche e culturali».
BARBERINI: «SGARBO POLITICO E PERSONALE»
VIDEO, ASCANI SU BOCCI, MARINI E FUTURO DA PRESIDENTE
Opposizione gongola E infatti un centrodestra gongolante medita iniziative come gazebo nelle piazze e un battage mediatico a tutto campo. Il portavoce del centrodestra poi spiega che in caso i bocciani presentino un disegno di legge che preveda una sola Usl e un’azienda ospedaliera unica, avranno il loro appoggio: «È una proposta fatta, da anni, da centro destra e liste civiche». Di una «ulteriore dimostrazione delle divisioni della sinistra che governa l’Umbria» e di una «maggioranza ormai al collasso» parla Marco Squarta di Fratelli d’Italia, che si unisce al coro di quelli che chiedono elezioni anticipate: «Gli umbri – conclude – stanno assistendo ad un bruttissimo spettacolo». «La presidente smentisca in Aula quanto dichiarato dall’ex assessore Luca Barberini oppure dia le dimissioni» dice invece Andrea Liberati, capogruppo del Movimento 5 Stelle che annuncia addirittura un «dossier che sarà consegnato alla Procura della Repubblica». Liberati fa riferimento alle parole di Barberini sui curriculum e sulla loro mancata valutazione (ricostruzione sulla quale la presidente nel pomeriggio ha detto la sua) e secondo lui «la presidente non ha rispettato la legge».
L’INTERVISTA A CATIUSCIA MARINI
http://www.umbria24.it/barberini-non-ritiro-le-dimissioni-senza-passi-avanti-di-altri/389715.html A intervenire nel dibattito è anche il forzista Raffaele Nevi, secondo il quale «l’unico criterio che pare fosse utilizzato è quello di chi è più bravo a controllare meglio il sistema sanitario, che da sempre serve, come le intercettazioni di sanitopoli dimostrano, per creare consenso nella fratricida lotta di potere che è in atto da almeno 5 o 6 anni all’interno del Pd. Ciò che è avvenuto altro non è stato che una becera spartizione di poltrone senza la tradizionale quadratura del cerchio tra tutte le anime del Pd». Quanto ai nomi scelti il consigliere osserva che la rottura fra le anime dem «ha fatto passare le altre nomine in secondo piano, anche se ci sono tra i nominati persone che hanno dimostrato buone capacità, come Duca e Casciari. Sarebbe bello infine conoscere dalla presidente della Giunta per quali motivi di merito è stato rimosso Fratini e promosso Fiaschini, che era il suo direttore sanitario e che è stato a suo tempo rimosso da direttore della Asl a causa dei risultati poco lusinghieri conseguiti. Aspettiamo con ansia il dibattito nell’Aula dell’Assemblea legislativa».
