Luca Barberini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un dirigente di lungo corso del Pd, ormai fuori dall’arena, la mette giù così: «Quando una macchina si avvia inesorabile verso l’implosione, poi alla fine trova un modo per rimanere in piedi». Il problema è capire se e come il Pd umbro riuscirà a ricucire la trama strappata in questi giorni; per il momento ognuno di quelli a cui viene fatta la domanda guarda in alto, quasi a cercare un segno, un indizio, ma di soluzioni praticabili in tasca nessuno pare averne. Martedì mattina si riunirà il gruppo consiliare a palazzo Cesaroni; una riunione alla quale dovrebbero partecipare anche i bocciani, compreso Luca Barberini, e nel corso della quale i dem avanzeranno una proposta chiara: l’assessore dimissionario rientri in giunta. La stessa fatta nelle scorse ore dalla segreteria regionale. Giacomo Leonelli lunedì ha parlato sia con la presidente Catiuscia Marini che con l’ex assessore: oltre un’ora a testa per tentare di ricomporre un quadro finito in pezzi, mentre il partito folignate lunedì si è riunito anche per parlare di quanto successo nelle scorse ore.

Il quadro Quel che appare certo al momento è che la soluzione non è dietro l’angolo e che non arriverà in tempi brevi. L’ala bocciana del partito probabilmente prenderà del tempo mentre Leonelli, stretto tra i due contendenti, è pronto anche a usare l’arma delle dimissioni se dovesse vedere che non gli viene concesso spazio per mediare e offrire soluzioni. Al momento però questa è solo un’idea accarezzata più che un piano preciso. Quanto alle possibili soluzioni, Barberini ha spiegato chiaramente che senza «passi in avanti» non farà marcia indietro; tradotto, dovrebbe cambiare qualcosa nell’assetto delle nomine, il che al momento pare poco probabile. Uno degli elementi di cui tener conto è infatti la misurazione del peso specifico dei contendenti, ovvero Catiuscia Marini e Gianpiero Bocci, e quindi è chiaro che un passo indietro di uno dei due, anche mezzo, finirebbe per esser visto come un prevalere dell’altro. Un altro dirigente che di battaglie ne ha viste e vissute mille commenta così quanto successo nei giorni scorsi: «Lei ha fatto bene, altrimenti un minuto dopo avrebbero detto che la Regione la governa lui». Insomma, questo il clima e al momento dopo lo strappo è stallo.

TUTTO SULLE DIMISSIONI DI BARBERINI

Il M5S L’opposizione nel frattempo fa l’opposizione, e così mentre il centrodestra chiede a gran voce che la presidente venga in aula a riferire e che si torni presto al voto, il M5S come annunciato giorni fa ha deciso di presentare un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Perugia. Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari spiegano di aver depositato lunedì «una istanza di intervento e accertamenti urgenti» in merito alle nomine dei nuovi direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie umbre 1a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore alla sanità, Luca Barberini». Liberati e Carbonari chiedono di verificare se «nella procedura di nomina siano state commesse violazioni di legge, anche penalmente rilevanti». L’istanza si fonda su «quanto emerso nel corso della conferenza stampa» di Barberini, durante la quale «egli mette in dubbio la ritualità delle nomine sanitarie da parte della Giunta regionale, rilevando che si sarebbero espressi i gradimenti circa i candidati, in assenza dell’assessore alla sanità, solo nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 2016».

L’esposto «L’assessore dimissionario fa intendere – aggiungono – che per la presidente Catiuscia Marini fosse pressoché inutile presentare curriculum, come viceversa prevedono le norme stabilite per le nomine in sanità, perché, testualmente, ci si sarebbe limitati a un ‘semplice ragionamento’ (in realtà Marini spiega che i curriculum, anche attraverso schede di sintesi, sono stati valutati nelle settimane che hanno preceduto le nomine, ndr), mentre occorreva una ‘valutazione più attenta’. Barberini ha anche riferito di avere dei dubbi – continuano i consiglieri di opposizione – sul fatto che sia stata fatta la valutazione dei curriculum, avendo avuto la sensazione che il percorso fosse stato costruito».

Twitter @DanieleBovi

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