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Gino Di Manici Proietti

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

Dal carabiniere al chirurgo, dalla ricercatrice universitaria alla criminologa. Tenuti nel cassetto per giorni, sono stati presentati lunedì dal candidato premier le figure che il Movimento 5 stelle schiererà nei cinque collegi uninominali, ovvero i tre della Camera e i due del Senato. Nomi, come preventivato alla vigilia, provenienti dalla cosiddetta società civile, scelti direttamente dai vertici del Movimento e dai pochi plenipotenziari locali (in primis il consigliere regionale Andrea Liberati e l’eurodeputata Laura Agea). Per il corpo a corpo nei collegi dunque i pentastellati attingono a piene mani dal mondo delle professioni, dell’imprenditoria e non solo, cercando così di sopperire allo scarso radicamento che, sul piano locale, ha sempre rappresentato un limite per il M5s. Negli uninominali infatti il voto di opinione non basta: la spunta chi ne prende anche solo uno in più e avere figure credibili e note (lontani, lontanissimi gli anni in cui il Movimento ha portato dentro di tutto) da schierare contro i campioni delle filiere del consenso è decisivo.

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TUTTI I NOMI DELLE LISTE DEPOSITATE FINO A ORA

Paola Giannetakis, candidata nel collegio di Perugia alla Camera, è una criminologa esperta di scienze cognitivo-comportamentali e psicologia criminale. Insegna alla Link Campus University e fa parte del think tank intelligencecollettiva.com ideato dal deputato grillino Angelo Tofalo, membro del Copasir, un progetto di approfondimento e diffusione della cultura della sicurezza. Ha come missione, stando alle intenzioni dei promotori, proprio quella di far interagire cittadini, governi e aziende «e proiettarli consapevolmente in un futuro in cui l’intelligence opererà sempre di più in uno spazio indefinito». È anche autrice di articoli su formiche.net. «Mi sono occupata di processi per omicidio, sempre seguito tematiche sul femminicidio – ha detto -. Mi sono specializzata in Italia e Regno Unito. Ho accolto invito del M5s di poter dare un contributo potendo trasferire le mie competenze avendo io in questi anni collaborato per le tematiche della sicurezza».

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M5S: I NOMI DEI CANDIDATI NEI LISTINI

Gino Di Manici Proietti, candidato alla Camera nel collegio Foligno-Altotevere, spoletino di origine ma residente a Foligno, da molti anni fa parte della struttura di cardiochirurgia al Santa Maria della Misericordia di Perugia. È lui il medico di cui tanto si discuteva giovedì a Perugia, quando al Capitini è arrivato Luigi Di Maio. È considerato un esperto di microchirurgia e vanta numerose pubblicazioni scientifiche e partecipazione a convegni in ambito italiano e internazionale, oltre a essere un appassionato di running e ultramaratona. Nel 2007 fu tra gli indagati per l’operazione ‘Fantasma’ su casi di assenteismo ed esercizio dell’attività libero professionale in modo improprio all’ospedale perugino ma è uscito pulito, assolto nel processo di primo grado (il pm aveva chiesto un anno). Grande la sorpresa negli ambienti medici per la sua candidatura con il M5s, dato che più di qualcuno lo considerava vicino ad ambienti del Pd. «Ringrazio il M5s – ha detto lunedì alla presentazione – per aver restituito a molti di noi la dignità di essere persone. Li ritengo veri e propri uomini, nuovi, spiriti illuminati pieni di capacità e idee che hanno portato un cambiamento culturale profondo».

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Francesca Tizi, candidata al Senato nel collegio Umbria 1, dal 2006 è ricercatrice di diritto processuale civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia. Autrice di diversi scritti di diritto processuale civile, diritto dell’arbitrato e diritto di famiglia. Pochi giorni fa è stata tra i firmatari della lettera pubblicata dal Corriere della sera dal titolo: «Noi abilitati a insegnare ma esclusi dall’università. Una beffa da rimediare» in cui viene denunciata la «sofferenza costituita da una gran quantità di giovani di valore che sono all’estero o sono in patria, ma demoralizzati o sottoinquadrati, o del tutto disoccupati, nonostante abbiano conseguito tanti titoli da avere la Abilitazione Scientifica Nazionale, quindi ‘abilitati’ a svolgere ruoli di professore Associato, o addirittura Ordinario». Esclusi dai concorsi riservati ai «locali», lanciano una proposta: perché non creare una graduatoria da cui pescare in modo automatico i nuovi assunti come si fa a scuola? «Ho sempre pensato – ha sottolineato – che le idee dovessero nascere dallo studio. Ho avuto molti dubbi ma ho deciso di candidarmi per due ragione: una emozionale perché tutti dobbiamo metterci la faccia per cambiare le cose; la seconda perché vedo i giovani che si sentono esclusi dalla politica e così ho sentito la necessità di mettere a disposizione le mie conoscenze».

Riccetti e Moroni In pista, al Senato nel collegio Umbria 2, anche Marco Moroni, ternano di 56 anni, carabiniere forestale proveniente dai ruoli del soppresso Corpo forestale dello Stato. Ha rivestito il ruolo di segretario generale del maggior sindacato, il Sapaf – sindacato autonomo polizia ambientale forestale. Tra i fondatori dell’associazione culturale Unforced – unione forestali carabinieri e diritti, ha fatto parte della Commissione presieduta dal giudice Postiglione presso la Cassazione per i reati ambientali e del comitato tecnico per la riforma della sicurezza, presieduto da Paolo Bonetti, docente alla Bicocca di Milano. Conoscitore del ‘Comparto Sicurezza’ fin dalla sua istituzione, nel 1995, ha partecipato a vari tavoli di lavoro sul mondo delle forze di Polizia, sia istituzionali che politici. Vegetariano, amante degli animali ed appassionato di informatica. Da ultimo, al collegio della Camera di Terni c’è Lucio Riccetti, presidente di Italia Nostra sezione di Orvieto. È stato fortemente critico nei confronti delle istituzioni sia per la discarica Le Crete che nel caso dell’esondazione dei fiumi Paglia e Chiani, il 12 novembre 2012. Ricetti è anche un grande studioso della storia orvietana, specie quella tra il XII e il XV secolo. Ha scritto numerosi volumi sulla Orvieto medievale, ma anche sul collezionismo, altro tema di cui è grande appassionato.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.