Il Pd riflette sui costi della politica

di Ivano Porfiri

La politica è buon esempio. Ci provano i consiglieri comunali di Gualdo Tadino a ribaltare, nel loro piccolo, la pessima immagine dei loro colleghi più ricchi ed illustri: con un semplice gesto hanno rinunciato ai gettoni di presenza e hanno scritto al segretario nazionale Pierluigi Bersani, a quello regionale lamberto Bottini e a quello provinciale Dante Andrea Rossi chiedendogli di seguire il loro esempio, con una domanda tanto semplice quanto dirompente: «Perché aspettare un decreto per fare cose che anche nei comuni si possono fare in poche ore?».

VIDEOREPORTAGE – I costi della politica in Umbria

Rinuncia ai compensi I Consiglieri Comunali Massimiliano Presciutti, Gilberto Garofoli, Roberto Morroni e Pamela Pennacchioli hanno scritto al sindaco del paese Roberto Morroni: «Con la presente, i Consiglieri Comunali del Gruppo del Partito Democratico, comunicano la propria volontà di rinunciare ai compensi relativi  ai gettoni di presenza delle sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari permanenti di cui fanno parte, fino alla scadenza naturale dell’attuale legislatura. Le somme non versate ai singoli Consiglieri dovranno essere utilizzate per concorrere agli interventi di manutenzione ordinaria nelle scuole che insistono  nel territorio del Comune di Gualdo Tadino».

Lettera ai segretari Pd Poi hanno preso carta e penna e si sono rivolti a Bersani, Bottini e Rossi. Pubblichiamo la lettera integralmente:

Carissimo Segretario,

nella consapevolezza che un piccolo gesto come il nostro non può certo cambiare chissà che cosa, vogliamo in ogni modo rendere partecipe in prima persona te e l’intero gruppo dirigente nazionale, regionale e provincile, della nostra scelta di rinunciare ai compensi per i gettoni di presenza delle sedute consiliari e delle Commissioni permanenti.

Sicuramente non riusciremo, con pochi spicci, a fare grandi cose, ma siamo altresì convinti che in periodi come questi, dove la politica rischia di essere assimilata ogni giorno di più al malaffare ed  all’interesse personale, occorrano gesti di responsabilità che dimostrino come invece sia ancora possibile impegnarsi in maniera appassionata per il bene della propria comunità.

Non ci sentiamo delle mosche bianche, anzi auspichiamo vivamente che il nostro semplice gesto possa essere condiviso da migliaia di nostri colleghi sul territorio nazionale, regionale e provinciale.

Non ci sentiamo affatto demagoghi, ma persone normali, che hanno deciso di impegnarsi in politica e di metterci la faccia guidati da spirito civico e di servizio nei confronti della comunità.

Siamo convinti che tutti i nostri colleghi, anche nella nostra città, siano guidati dal medeesimo spirito, e proprio per questo ci aspettiamo che facciano altrettanto.

Rinunciare al gettone o ridursi volontariamente l’indennità, soprattutto nelle realtà dove la stessa è già di per se bassa, non dovrebbe rappresentare un grande sacrificio, ma sarebbe al contrario un segnale di assunzione collettiva di responsabilità richiesta a gran voce dai cittadini.

La domanda che ci poniamo è : perchè aspettare un decreto per fare cose che anche nei comuni si possono fare in poche ore ??

Proprio per questo abbiamo deciso di agire fin da subito, affinchè i cittadini sappiano che c’è ancora (e sono in tanti per fortuna) chi ha voglia di spendersi volontariamente, di dedicare una parte del proprio tempo al bene collettivo, senza demagogia, senza cedere al populismo o agli estremismi, con forte senso di responsabilità, nella consapevolezza che le istituzioni sono la casa di tutti e vanno servite e rispettate sempre, perchè una volta che se ne uscirà, si dovrà lasciare la stanza più bella e pulita di come la si è trovata.

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2 replies on “I consiglieri Pd di Gualdo Tadino rinunciano ai gettoni: «Bersani e Bottini, è così difficile?»”