di Ivano Porfiri
Se quei muri potessero parlare, racconterebbero riunioni interminabili, litigi furibondi, paci fatte con strette di mano, incontri clandestini politici e privati. Il Consiglio regionale dell’Umbria, con la sua decisione di dismettere l’affitto di Palazzo Monaldi a fine legislatura, in un certo senso chiude un’epoca.
Il palazzo dei gruppi Per chi è stato almeno una volta alla ricerca di un consigliere regionale entrando da Palazzo Cesaroni, sede dell’Assemblea legislativa, sa dell’intrico di ascensori, scale e corridoi che si devono percorrere per arrivare a Palazzo Monaldi, sede di diversi gruppi politici nel corso degli anni, da Forza Italia a Rifondazione comunista, passando per il PdCi. Diversi come le composizioni e scomposizioni politiche di destra, centro e sinistra. Scissioni di sigle così come di stanze, con ex compagni di partito col cartone in mano a traslocare.
Si stringe la cinta La riduzione dei consiglieri regionali, che da maggio porterà da 30 a 20 gli eletti in Consiglio regionale, ha indotto l’Ufficio di presidenza a tagliare quella voce di spesa: 400 mila euro l’anno versati alla Palazzo Monaldi srl. Per il nuovo consiglio basteranno le stanze di Palazzo Cesaroni. «E’ l’ultimo atto del 2014 – ha annunciato il presidente Eros Brega – insieme all’avvio dell’iter anche in Umbria della proposta di legge per destinare parte dell’indennità dei consiglieri al fondo di solidarietà».
Chi ci rimette Palazzo Monaldi, fatto costruire dal Cardinal Benedetto Monaldi Bracceschi, affacciando su via Baglioni (dai civici 17 al 29), è uno dei palazzi signorili di maggior pregio del centro di Perugia. Sarà, perciò, interessante capire che ne sarà dopo che verrà abbandonato dai politici. La proprietà, un tempo in capo all’Ina, come detto, oggi è in mano alla Palazzo Monaldi srl, costituita nel 2008 appositamente per la locazione dell’immobile. Con un capitale sociale di 114 mila euro – come si legge dalla visura camerale – conta 5 soci, di cui l’unica persona fisica è Zeno Renzacci, che detiene il 17,33%. Per il resto, la Gica immobiliare srl di Perugia detiene il 33,33%, la C.&C. costruttori dal 1870 di Foligno il 16,67%, la Ponte Rio srl di Foligno il 16,67% e la Shamrock Re srl di Perugia il 16%. Il consiglio di amministrazione è formato dal costruttore folignate Mauro Cicioni come presidente, Zeno Renzacci vice e Carlo Fioroni consigliere.
