di Daniele Bovi
È fatto di 15 articoli distribuiti lungo 11 pagine il regolamento per il congresso regionale del Pd, approvato martedì sera dalla direzione dal partito. Quindici articoli per disciplinare ogni aspetto delle assise che culmineranno con le primarie del 16 febbraio alle quali si presenteranno in tre: l’avvocato perugino Giacomo Leonelli, 34 anni, il favorito, sostenuto da un accordone tra renziani, buona parte degli amministratori umbri (in primis i Giovani turchi di Marini e Boccali), e bocciani; Stefano Fancelli, altotiberino, trentenne pure lui ed ex segretario nazionale della Sinistra giovanile, appoggiato da quelli rimasti volutamente fuori dall’accordo pro-Leonelli; infine, da mercoledì, si è aggiunto l’assessore spoletino Juri Cerasini per il fronte Civati.
Due possibili fasi In teoria il percorso fissato è identico a quello del congresso provinciale, quindi le fasi potrebbero essere due: consultazione tra gli iscritti attraverso i congressi di circolo e poi primarie. Il condizionale c’è perché il regolamento dà la possibilità di saltare tutta la prima parte: questo potrebbe avvenire «in caso di accettazione di candidature a segretario regionale – è scritto – in un numero pari o inferiore a 3, previa accettazione per iscritto di tutti i candidati ammessi».
Candidature Le candidature andranno presentate entro le 20 di sabato e, a corredo, dovrà esserci il 10% dei membri dell’assemblea regionale oppure un numero di iscritti tra 150 e 500. Incandidabili sono i presidenti di Regione, gli assessori regionali (nei giorni scorsi si è parlato della voglia di partecipare di Vincenzo Riommi), presidenti di provincia e sindaci delle città capoluogo di provincia o di regione. Sempre che la prima fase si tenga, i congressi di circolo opereranno in teoria una scrematura, visto che alle primarie andranno solo i tre candidati con più voti, e che comunque abbiano superato il 5%.
Una sola lista I congressi di circolo si dovrebbero tenere dal 27 gennaio al 2 febbraio, e in ogni sezione i sostenitori dei tre candidati avranno 15 minuti a disposizione per convincere gli iscritti. A sostegno di Leonelli, Fancelli e Cesarini ci potrà essere una sola lista di candidati all’assemblea regionale (composta da 250 persone), che rispetti l’alternanza di genere e da presentare entro le 20 dell’8 febbraio. Liste dove non ci potranno essere membri dell’assemblea nazionale. La ripartizione sarà effettuata territorialmente o, in caso si vada direttamente a primarie, il metodo sarà lo stesso utilizzato l’8 dicembre e identici, almeno negli auspici, dovranno essere i seggi.
Budget Ai tre sarà vietato fare pubblicità su tv e giornali e il budget massimo da poter spendere sarà pari a 8 mila euro, da investire in iniziative, volantini o manifesti. Alle primarie per vincere servirà la maggioranza assoluta dei consensi, altrimenti una volta ripartiti i delegati si va in assemblea dove c’è la roulette del voto segreto. Ai seggi potranno andare tutti i cittadini che si riconoscono nella proposta politica del Pd, accettando di essere registrati nell’albo pubblico degli elettori. Per votare, a meno che non si parli di un iscritto, occorrerà versare due euro.
Twitter @DanieleBovi
