di Barbara Maccari
Si è voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe Luciano Bacchetta all’indomani della vittoria netta, 53,18 per cento, che gli ha consegnato le chiavi della città per altri cinque anni. Un’analisi aspra e senza peli sulla lingua che ha visto come obiettivo principale dei sui attacchi una parte del Pd, alleato nella coalizione di centrosinistra: «È ora di fare i nomi e i cognomi di certi signori che hanno lavorato contro in questa campagna elettorale: Franco Ciliberti e Adolfo Orsini rappresentano il passato, sono il simbolo di una stagione politica passata, spazzata via da questa tornata elettorale, devono mettersi l’anima in pace». E conclude la conferenza stampa con una battuta: «Ha vinto queste elezioni il mondo reale e non quello virtuale».
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Critiche al Pd È un Luciano Bacchetta raggiante quello che si è presentato in conferenza stampa all’indomani della vittoria elettorale, programmi, giunta e un’analisi politica dura rivolta soprattutto alla sua coalizione: «C’è stata una parte del Pd che ha lavorato sempre contro in questi mesi di campagna elettorale, Ciliberti ed Orsini sono a capo di questa piccola ‘cordata’ ed hanno provato in tutti i modi a farmi perdere queste elezioni, creando confusione e mettendo in dubbio la mia ricandidatura, proponendone una loro, appoggiando Domenico Caprini, vittima dei loro sporchi giochi, ma gli è andata male, la città è ancora una volta è dalla mia parte».
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Ritrovare la propria anima «Questa non è una vendetta personale – ha continuato poi il sindaco – ma è ora di finirla con questi sporchi giochi, che potevano rischiare di farci perdere queste elezioni. Se continuiamo con questi personaggi non si va da nessuna parte, occorre lavorare e costruire una coalizione seria, dobbiamo dire basta all’ambiguità, alla poca chiarezza, il centrosinistra deve avere la forza di trovare la sua anima, che spesso perde per tatticismo, occorre riconquistare la centralità politica, affrontare i rischi ed i pericoli della società attuale, occorre tornare in mezzo alla gente. Questa vittoria è stata un miracolo, ma non sempre può andare così bene: abbiamo distrutto forze come la Lega, che dal 18 per cento dello scorso anno è passata all’11, contrastandone la deriva xenofoba ridicola, qui a Città di Castello non ci sono fenomeni pericolosi».
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Progetti L’analisi si è spostata poi sul suo voto personale: «Confermarsi al primo turno senza ballottaggio è stato un risultato straordinario – ha proseguito Bacchetta – ho vinto in tutti i seggi tranne che in quello di San Leo per due punti, questa è la dimostrazione che i cittadini hanno scelto di continuare con me grazie all’ottimo lavoro svolto negli ultimi cinque anni. Riprenderemo da dove abbiamo interrotto, ovvero dall’inaugurazione delle scale mobili, della nuova biblioteca (prima della fine del 2016), dalla E78 che ha finalmente un buon progetto, dall’ex ospedale, che sarà una priorità della prossima amministrazione, siamo già al lavoro con la Regione per la creazione della cittadella della salute, noi da parte nostra metteremo a disposizione parte del lascito milionario delle sorelle Marini. L’altro progetto a cui tengo molto sarà piazza Burri, stiamo valutando due o tre ipotesi interessanti sulla sua realizzazione. Nei prossimi cinque anni abbiamo molte rifiniture importanti da fare sui progetti già partiti, non mancherà un potenziamento della viabilità delle frazioni».
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Futura giunta Non si sbilancia ancora sui nomi della futura giunta (per saperli occorrerà aspettare tutti e venti i giorni di tempo) ma anticipa quale sarà il criterio di scelta: «Non sono un sindaco che decide da solo i nomi, mi confronterò con la coalizione e sceglieremo insieme i nomi, certo è che terrò conto delle preferenze espresse dai cittadini». Sicuri del posto sono quattro degli assessori uscenti e leader nelle preferenze: Michele Bettarelli (Pd), Luca Secondi (Pd), Massimo Massetti (Psi), Riccardo Carletti (Psi). Per gli altri assessori un ruolo importante lo reciteranno le donne, che saranno due o tre, la poltrona di vicesindaco dovrebbe spettare al Pd.
