«Ministro, non è la prima volta che ci troviamo costretti a sottoporre la questione Terni. O meglio la questione Bandecchi, perchè sinceramente la città non merita ciò. Siamo costretti perchè le istituzioni, al di là del colore politico di chi governa, non devono essere offese da comportamenti inadeguati e lesivi della dignità». Con queste parole la senatrice Cecilia D’Elia (Pd) ha aperto l’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, presentata giovedì pomeriggio durante il question time in Senato. Fulcro dell’intero atto: il sindaco della città dell’Acciaio Stefano Bandecchi e i suoi atteggiamenti che «rendono Terni ostaggio di bullismo istituzionale».
Interrogazione «Sorvoliamo, anche se sul testo lo trova scritto – chiosa D’Elia – sui possibili conflitti di interesse che coinvolgono il sindaco. Qui, ci preme sottolineare la ripetizione di uno stile, se così si può definire, lesivo della vita democratica. Non si può avere paura di intervenire in un consiglio comunale – incalza la senatrice Dem rivolgendosi a Piantedosi -. Parliamo di offese ai bambini di Gaza, di frasi a sfondo sessuale e sessiste, di espressioni volgari rivolte a cittadini che manifestano, di offese e minacce alle giornaliste e ai giornalisti, attaccati anche fisicamente. C’è un clima di intimidazione contro cui cittadini e cittadine sono scesi in piazza. Il consenso avuto durante un’elezione non giustifica l’assenza di disciplina e onore nell’esercizio delle pubbliche funzioni. Le chiediamo di attivarsi nelle iniziative che ritenete più opportune. Oggi Terni e il consiglio comunale sono ostaggio di questo bullismo istituzionale».
Le parole del ministro La risposta del ministro è breve, senza giri di parole ma, al contempo, senza dare l’impressione di uno slancio verso azioni immediate e concrete come richiesto dai senatori Dem. «Come richiamato dagli stessi interroganti – esordisce il ministro dell’Interno Piantedosi – critiche nei confronti del sindaco di Terni sono già state poste in quest’aula. Rispetto a quanto riferito in quell’occasione, sulla base degli elementi forniti dalla prefettura di Terni posso dire che, per quanto riguarda il progetto stadio-clinica, in particolare la relativa convenzione tra Comune di Terni e una società collegata alla Ternana Calcio, la Regione Umbria ha presentato ricorso al Tar con richiesta sospensiva, contestando l’illegittimità procedurale. Per quanto riguarda l’acceso diverbio, avvenuto in occasione di sedute consiliari, in particolare quella del 28 agosto 2023, risulta che la procura di Terni ha concluso le indagini e ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco stesso per minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, nonché minaccia ad un corpo politico. Allo stato attuale, il giudice per l’udienza preliminare ha rinviato al prossimo dicembre la discussione del caso. Comunque, il ministero dell’Interno – conclude Piantedosi – continua a monitorare lo sviluppo delle vicende segnalate».
Replica A intervenire in replica è il senatore Walter Verini (Pd), altro firmatario dell’interrogazione: «Grazie ministro, sappiamo che lei biasima i gravissimi comportamenti di questo sindaco, poiché non è semplice prevedere misure di interdittiva o sospensione. Quel ‘monitoreremo’ è significativo, lo apprezziamo. Le chiediamo però iniziative immediate». Poi Verini insiste: «Mandi un’ispezione, una commissione d’accesso. Lo può fare, per toccare con mano le ferite che questo signore arreca alla comunità locale. Con arroganza, un linguaggio volgare e persino ripugnante. Noi esprimiamo solidarietà a questi consiglieri. E anche ai due assessori regionali, Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, che ieri sono stati lapidati sui social per avere fatto il loro dovere con il ricorso regionale che lei – dice riferendosi a Piantedosi – che lei ricordava, contro una delibera illegittima del Comune. Di uno dei due assessori è stato persino indicato l’indirizzo personale di casa. Un’intimidazione inaccettabile». Infine, aggiunge Verini, «su Bandecchi pesano ombre di gravi conflitti di interesse, su progetti importanti come lo stadio-clinica. E perfino atteggiamenti quotidiani che assomigliano a pratiche di voto di scambio. Il Governo ha il dovere di fare tutto quello che è nelle sue possibilità per rimuovere questa insostenibile situazione. Ministro, lo faccia e lo faccia il prima possibile».
