Un seggio elettorale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La notte delle liste, quella del dentro o fuori, quella che in molti sperano non si trasformi nella notte dei lunghi coltelli. Alla consegna dei nomi, fissata per lunedì, manca una manciata di ore e grande al momento è la confusione, almeno sotto il cielo del centrosinistra. Nella sede romana del Pd il lavoro del gabinetto di guerra (Lotti, Guerini, Martina, Orfini, Rosato e Renzi) è andato avanti per tutta la notte fino alla Direzione fissata in un primo momento per venerdì alle 10.30, appuntamento poi spostato alle 20 dato che una quadra non è stata trovata; lì, almeno in teoria, dovrebbe avvenire la vidimazione delle liste. Al Nazareno sono andati aventi gli incontri per tutta la giornata di venerdì, compreso quello col segretario del partito umbro Giacomo Leonelli, e la necessità per Renzi e i suoi è trovare una quadra che accontenti tutti, dai partiti locali alle minoranze (da Orlando a Emiliano) sul piede di guerra, fino agli alleati. In serata c’è stato l’incontro, tutt’altro che risolutivo, proprio col ministro della giustizia e il presidente della Puglia in un quadro comunque molto complesso: a Roma infatti si ragiona sulla possibilità di eleggere in tutto 200 parlamentari circa, il che significa dimezzare il numero attuale di deputati e senatori; il che dà l’idea della ferocia della lotta.

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Pd e LeU Dal partito umbro spiegano che è tutto fermo in attesa delle decisioni del gabinetto di guerra, riunito a oltranza. I nomi più in vista per i posti che contano davvero? i soliti da distribuire tra proporzionale e maggioritario di Camera e Senato, ovvero Rossi, Bocci, Giulietti, Ascani, Verini, Cardinali, Sereni, Verini e Ginetti, con la possibilità di qualche sorpresa dalla società civile (una donna), assetti variabili e l’offerta ad Angelo Bonelli (l’uninominale di Terni) che rimane in piedi. Una cosa però è certa: si decide al Nazareno, punto. Tensione, e molta, anche dentro Liberi e uguali. Di fatto lo stato maggiore è chiuso in un bunker da giorni e il quadro cambia di continuo, come notano sconsolati i dirigenti della neonata formazione che deve affrontare la rivolta di alcuni territori (Sardegna, Sicilia e Abruzzo, ma non solo) e il nervosismo generalizzato contro i candidati catapultati da fuori. Ad andare di traverso è anche la blindatura in posti sicuri del gruppo dirigente uscente, con i territori a farne le spese. Un quadro di fronte al quale Pippo Civati, leader di Possibile, potrebbe anche salutare la compagnia e andarsene visto il ridimensionamento nelle liste. E in Umbria? Alla Camera, a Perugia, la capolista potrebbe essere una donna (si fa il nome della 33enne deputata marchigiana di Sel Lara Ricciatti), mentre per il Senato all’Umbria 1 ci sarebbe il dalemiano Adolfo Orsini, con in pista anche i nomi di Andrea Mazzoni ed Elisabetta Piccolotti.

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Centrodestra Più chiarezza però ci sarà solo in mattinata mentre l’accordo in casa del centrodestra umbro è chiuso. Due collegi uninominali andranno a FdI, ovvero Perugia-Trasimeno (Camera) per Emanuele Prisco e Senato Umbria 1 con Franco Zaffini. Il collegio ternano della Camera è ad appannaggio di FI, con Nevi in vantaggio su Polidori, mentre la Lega porta a casa il Senato Umbria 2 con il sindaco di Montefalco Donatella Tesei e il Foligno-Terni della Camera con uno tra Aiello e Caparvi. Per quanto riguarda FdI, dietro Prisco, candidato anche al proporzionale, nel Perugino ci sarà Eleonora Pace, coordinatrice provinciale del partito, mentre al Senato (sempre al proporzionale) dietro a Zaffini Manuela Beltrame, consigliere provinciale, e l’ex assessore di Assisi Moreno Fortini, attualmente consigliere comunale di opposizione nella città guidata da Stefania Proietti. Quanto a Forza Italia, in corsa anche Pietro Laffranco e Fiammetta Modena.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Candidature, notte di trattative e tensione nel Pd e in LeU. Centrodestra chiude l’accordo: i nomi”

  1. DALLA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO
    C R O N A C H E N A Z A R E N E

    L’Orlando, il Matteo e il Buon Senso
    L’Orlando ieri disse al Matteo:
    “il magico tuo giglio è già al sicuro!
    Perché con noi vuoi spadroneggiar?
    Aspetta il 5 marzo, poi ci vediam”

    Anche tu avrai presente quella rana
    che un grosso bue voleva imitar,
    voleva diventare quanto lui
    e tutti noi sappiam come finì”.

    Ieri sera mi è suonato il campanello
    è stato il vecchi o saggio a dirmi che:
    “parla col Renzi del buon senso
    se una brutta fine non vuol far”.

    ritornello
    Non superar il limite del buon senso,
    non superar il limite del buon senso
    non superar il limite del buon senso.

    E se lo superi un rischio correrai!
    E se lo superi un rischio correrai:
    come quella rana il 5 marzo finirai.
    *Si può cantare accompagnati dalla melodia della canzone interpretata da Orietta Berti “Finché la barca va”.
    gcastronovo.blogspot.it

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