Orlandiani di Terni pronti a lasciare l’associazione Dems, che fa appunto riferimento al ministro della Giustizia. C’è la mancata candidatura dei senatori uscenti Valeria Cardinali e soprattutto il ternano Gianluca Rossi, al centro della frattura nata dalle liste Pd per le Politiche del 4 marzo. Dell’assetto definito nella notte si dice, invece, onorata la deputata uscente Anna Ascani, candidata come capolista alla Camera, che rileva: «Liste in Umbria impreziosite da Renzi».
Out Rossi e Cardinali: Orlandiani di Terni furiosi I malumori più forti in queste ore li fanno registrare i ternani fin qui vicini al ministro Orlando, ma pronti a sfilarsi dopo l’esclusione dalle liste di Rossi: «Abbiamo condiviso il percorso della Federazione provinciale del Pd che, andando oltre l’appartenenza ad aree interne, in modo lineare aveva avanzato le proposte di due candidature che partissero da quella del senatore uscente Rossi, per un giudizio positivo sul suo lavoro parlamentare e il suo radicamento e conoscenza delle problematiche territoriali, che ha sempre rappresentato nel suo ruolo. Percorso, questo, che è stato delegittimato dai livelli nazionali e regionali del partito, che non hanno inteso garantire adeguato pluralismo nelle liste. Vogliamo sottolineare che i nomi attualmente candidati non sono stati minimamente discussi nelle sedi formali del Pd e per quanto riguarda l’area a cui fa riferimento DEMS, ci sembra ulteriormente grave che sia rappresentata da una figura, Cesare Damiano, che, seppur di assoluto rispetto e valore, non ha alcun legame con il nostro territorio e non nasce dentro percorsi condivisi nella nostra esperienza politica nell’area Orlando». Quindi la frattura: «Abbiamo aderito a Dems anche sulla base di un’idea di partito che fosse alternativa alla pratica di selezionare sulla base della fedeltà e catapultare candidati senza alcuna condivisione con i territori e le persone, fuori da percorsi democratici e trasparenti. Sulla base di questa idea ci aspettiamo una conseguente coerenza, da qui valuteremo il nostro permanere nell’associazione che fa riferimento al ministro Orlando».
Il post del senatore Rossi «Ringrazio quanti in queste ore mi stanno manifestando amicizia e stima politica. Credo che il Pd abbia scelto persone degnissime, capaci a rappresentarlo alle prossime elezioni politiche. Comprendo e condivido, tuttavia, le ragioni che inducono a criticare metodo e modalità di selezione delle candidature. Cinque anni fa accettai di candidarmi alle primarie perchè mi fu chiesto di tentare di ridare a questa città un parlamentare del Partito Democratico perso quattro anni prima, ed è stato un privilegio grandissimo rappresentare questa comunità. Anche oggi avevo riconfermato la disponibilità, ma alla sola condizione di essere espressione della provincia di Terni e non il fedele rappresentante di una corrente. Così non è stato, me ne dispiaccio ma coerentemente a ciò non ho alcun rammarico. Auguro buon lavoro e in bocca al lupo a tutti i candidati del Partito democratico in Umbria».
Ascani: «Renzi impreziosisce» A esprimere soddisfazione, invece, è la deputata Ascani che da candidata capolista alla Camera ha l’elezione in tasca: «È per me un onore – dichiara Ascani e una grande responsabilità guidare la lista dei candidati del PD per la Camera alle prossime elezioni politiche. Cinque anni fa sono arrivata in Parlamento da outsider e in questi cinque anni molto è cambiato nel Pd e soprattutto nel paese. Non sono cambiati invece il mio impegno e il mio legame profondo con la nostra regione, che avrò modo di onorare in questa campagna elettorale». Poi anche il commento sull’assetto: «Le liste dei candidati democratici in Umbria – continua Ascani – mi rendono orgogliosa, perché uniscono competenze e rinnovamento, rappresentanza territoriale e profili politici nazionali, e sono impreziosite dalla presenza del segretario Renzi come capolista al Senato. Da oggi quindi si parte col nostro popolo per una bellissima campagna elettorale»

Grazie x quella perla preziosa ma non credo che brillerà. Tanta ?
“Impreziosita” ?! Siamo al culto del capo in stile nordcoreano …
Non mi meraviglio, Renzi e riuscito ad eliminare tutta la sinistra al interno del partito, la rottamazione ranziana a raggiunto il suo obiettivo.
Alla faccia della democrazia…..ma quando vi svegliate!!!!!
se ben mi ricordo 2.000.000 anno votato la fiducia a renzi x cambiare le cose
qualcosa è cambiato il corso si è messo in moto vedremo con fiducia walte