L'occupazione dell'aula (foto ©️M.G)

di Dan.Bo.

Sull’aumento delle tasse deciso dalla giunta regionale il clima si arroventa. Le opposizioni infatti martedì al termine della seduta del consiglio regionale hanno deciso di occupare l’aula, dandone comunicazione nel pomeriggio nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta fuori da Palazzo Cesaroni. Una mossa dopo la quale la presidente Stefania Proietti ha deciso di convocare per mercoledì alle 11.30 la stampa «per illustrare la situazione finanziaria e i dati del bilancio della Regione».

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La seduta Dentro, poco prima le opposizioni avevano chiesto alla presidente di fornire una informativa urgente. La richiesta mirava a ottenere chiarimenti sulla società incaricata di analizzare i conti della sanità regionale (Kpmg secondo quanto filtrato dalla giunta), da cui emerge un deficit significativo pari a 90 milioni di euro. La presidente dell’Assemblea, Sarah Bistocchi, ha però respinto l’istanza sostenendo che «non è questa la sede» e assicurando che ci sarà spazio per un confronto approfondito in Consiglio.

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La mozione L’opposizione ha anche presentato una mozione urgente, a firma di Laura Pernazza (FI), volta a sospendere l’iter legislativo della manovra e a ottenere una relazione tecnica dettagliata sugli impatti delle misure fiscali previste. La mozione è stata respinta con 12 voti contrari della maggioranza e 8 favorevoli dell’opposizione.

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Il dibattito Durante il dibattito, Enrico Melasecche (Lega) ha criticato la mancanza di trasparenza, definendo «una vergogna» il rifiuto di fornire documentazione sulla base della quale sono stati formulati gli interventi fiscali. Di contro, Proietti, ha difeso l’operato dell’amministrazione, spiegando che un ente terzo ha certificato un disavanzo di 243 milioni di euro accumulato negli ultimi cinque anni, aggravato da un taglio di 40 milioni di euro da parte del Governo. «Stiamo provando a fare una manovra dal minore impatto possibile, evitando il commissariamento», ha affermato Proietti, precisando che il termine ultimo per scongiurare l’intervento del Governo centrale è il 15 aprile.

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La conferenza stampa Nel corso della conferenza stampa le opposizioni hanno spiegato che «la minoranza resterà a oltranza a Palazzo Cesaroni finché non ci saranno forniti i documenti e le risposte che abbiamo chiesto a gran voce», ha detto Pace. I consiglieri hanno denunciato presunte criticità nella gestione dei conti sanitari. «L’affidamento diretto a una società privata, senza gara e basato su logiche di fiducia politica, è inaccettabile», hanno affermato, chiedendo l’accesso agli atti sull’incarico.

Un pretesto Secondo l’opposizione, il governo regionale avrebbe deciso un aumento delle tasse senza la relazione tecnica della società incaricata, prevista solo per il 30 aprile: «Nessuna giustificazione, nessun dato, nessuna trasparenza. Mai successo in Umbria». Hanno inoltre contestato l’ipotesi di commissariamento, ritenendola un «pretesto per imporre una tassazione ingiustificata», e sottolineato che gli introiti derivanti dagli aumenti non sono destinati solo alla sanità, bensì a settori come trasporto pubblico e ambiente.

La replica I gruppi di maggioranza hanno respinto le accuse dell’opposizione, definendo la protesta un tentativo «teatrale» di spostare l’attenzione dalle responsabilità del centrodestra nel disavanzo sanitario. «Con l’intervento della presidente e con la presentazione della “due diligence” sui conti, si esauriscono gli argomenti di chi ha creato il buco di bilancio in cinque anni di governo», hanno dichiarato. La maggioranza ha ribadito la necessità della manovra fiscale per evitare un commissariamento che comporterebbe un intervento più gravoso da parte del governo nazionale. «È una manovra che nessuno avrebbe voluto fare ma occorre salvare l’Umbria dal commissariamento», hanno spiegato, sottolineando che si sta lavorando per mitigare l’impatto sulle fasce più deboli e coinvolgere le parti sociali.

FI Nel frattempo, Forza Italia ha annunciato la presentazione di mozioni in tutti i comuni umbri per chiedere alla giunta regionale di ritirare il disegno di legge sugli aumenti fiscali. A Perugia, città capofila dell’iniziativa, la richiesta di discussione urgente è stata bocciata dalla maggioranza. Secondo i consiglieri azzurri «l’aumento delle tasse deve essere l’extrema ratio, non una scorciatoia per coprire inefficienze amministrative», hanno dichiarato.